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“UNA NUOVA RESISTENZA”. IL CIRCOLO PERTINI SI PREPARA AL 25 APRILE

AVVIATO UN PROGETTO CON LE SCUOLE SUGLI IDEALI DELLA RESISTENZA

“UNA NUOVA RESISTENZA”. IL CIRCOLO PERTINI SI PREPARA AL 25 APRILE

Il Circolo Pertini si appresta a festeggiare il 25 aprile, Festa di Liberazione, con un appello contro “i nuovi oppressori da sconfiggere con metodi non-violenti e la forza degli ideali”.
Questo l’intervento dei responsabili del neonato circolo culturale che porta il nome del socialista Presidente della Repubblica:

“La Resistenza e il 25 aprile, un binomio inseparabile, una data indelebile per la storia d’Italia, con la quale si ricordano uomini e donne che hanno dato anche la vita per la conquista di uno Stato democratico e Repubblicano. Creiamo un ponte con quel glorioso passato, se si vogliano rilanciare i valori di libertà, democrazia e giustizia sociale. Accettiamo pienamente l’eredità dei nostri padri, per proseguire l’azione in nome di tutti i caduti o di chi ha comunque sofferto per garantire all’Italia un futuro di giustizia e di eguaglianza. Nel nome di Pertini avviamo quindi una nuova Resistenza. Non sono finiti, purtroppo, gli oppressori da sconfiggere seppure con metodi non violenti ma con la forza degli ideali. Una nuova Resistenza occorre, per contrastare tutto quello che non va od ostacola la vera democrazia. Ancora troppe sono le ingiustizie: la povertà e la fame, la disoccupazione, lo sfruttamento minorile, le mafie, la mancanza di una forte cooperazione tra i popoli per raggiungere pace e prosperità, dittature sono ancora esistenti, la pena di morte e la tortura sono da abolire ovunque. Ora, c’è chi tenta anche di stravolgere la Costituzione dell’Italia repubblicana. Il Circolo culturale elbano, che porta il nome di Sandro Pertini, in occasione dei 60 anni dalla Liberazione, invita a riflettere su tutto ciò, e ad agire e intanto avvia un progetto, già presentato agli Enti locali e al mondo della scuola, per il recupero delle memorie e gli ideali della Resistenza. Rilanciamo infine l’idea di Pertini, ma anche del compianto papa Giovanni Paolo II°, entrambi strenui difensori della pace nel mondo e del disarmo controllato e totale.”