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LEGAMBIENTE: “CON IL SOLITO GIOCO DI PRESTIGIO DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA PESCA, LE RETI DA POSTA DIVENTANO SPADARE”

LE SPADARE SONO VIETATE DA ANNI DALL’UNIONE EUROPEA, MA SECONDO LEGAMBIENTE IL DIVIETO SI VANIFICA OGNI ANNO, PORTANDO L’ALTEZZA DELLE RETI DA POSTA DA 4 A 20 METRI. PER GLI AMBIENTALISTI SI PUO PREVEDERE UN PROVVEDIMENTO D’INFRAZIONE, UN FORTE IMPATTO AMBIENTALE, E IL PROBLEMA E’ SOLO RINVIATO DI UN ANNO

LEGAMBIENTE: “CON IL SOLITO GIOCO DI PRESTIGIO DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA PESCA, LE RETI DA POSTA DIVENTANO SPADARE”

Con un comunicato del responsabile del “settore mare” dell’associazione, Legambiente critica duramente il provvedimento del Sottosegretario Scarpa Bonazza, delegato alla pesca, che ad avviso degli ambientalisti punterebbe ad eludere la normativa comunitaria in materia:

“Ce lo aspettavamo ed eccolo arrivato, puntuale come ogni anno, il decreto gioco di prestigio del mago Scarpa Bonazza. Quest’anno il trucco del Sottosegretario è stato di portare l’altezza delle reti da posta da 4 a 20 metri in modo da renderle sempre più simili alle famigerate spadare, ormai super vietate da anni dalla Comunità Europea.
“Ogni anno infatti – ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile settore mare di Legambiente – il Ministro ci ha abituati ad un suo Decreto furbetto che invece di affrontare una volta per tutte i problemi che pur affliggono questo settore, regolarmente tenta di aggirare le norme della UE compiendo un atto assolutamente illegittimo. Questo provvedimento – continua Venneri -porterà la Comunità Europea ad aprire un procedimento d’infrazione nei confronti dell’Italia ma ancor più grave provocherà un forte impatto ambientale e nuova bufera tra le marinerie”.
In materia di pesca infatti è la sola Comunità Europea a dettare le regole e il provvedimento del 19 aprile scorso di Scarpa Bonazza rappresenta una deroga al Regolamento europeo che non può essere posta in essere senza l’ok di Bruxelles. E sarà difficile che questo possa avvenire visto che l’aumento dell’altezza delle reti da posta significa in sostanza consentire di utilizzarle come le spadare, tecnica assolutamente vietata ormai da anni dalla stessa Comunità Europea.
“Quello di Scarpa Bonazza – aggiunge Venneri – è un modo di affrontare il problema alla giornata con la consapevolezza che quando la UE avvierà il procedimento d’infrazione, la stagione della pesca al pesce spada sarà terminata e il problema si riproporrà tal quale l’anno prossimo. Allora però ci sarà il tempo per mettere a punto un altro gioco di prestigio”.