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“GLI ALBERGATORI E ONORATO SONO I CAPPONI DI RENZO, MA MENTRE SI BECCANO BOLLE IL PENTOLONE DELLA CRISI. DIAMOCI DA FARE PIUTTOSTO…”

“ALBERGhI CON INFISSI IN ALLUMINIO E NAVI GIRAGLIA. OGNUNO PENSI ALLE SUE CARENZE -DICE PAOLO FRANCESCHETTI- CHE RIMPROVERA ALL’ARMATORE UNA CERTA VENA POLEMICA ANTI-ELBANA. LO SCARICABARILE NON SERVE, RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE” -CONCLUDE FRANCESCHETTI

“GLI ALBERGATORI E ONORATO SONO I CAPPONI DI RENZO, MA MENTRE SI BECCANO BOLLE IL PENTOLONE DELLA CRISI. DIAMOCI DA FARE PIUTTOSTO…”

Fra le reazioni suscitate da Onorato con la sua discussa intervista, quella di Paolo Franceschetti, che si definisce “Piccolissimo imprenditore in crisi (come quasi tutti)”. Ecco cosa dice:

“Una celebre metafora letteraria racchiude e spiega al meglio i titoli e gli interventi di autorevoli imprenditori elbani sulla crisi turistica sui giornali locali. Titoli che purtroppo richiamano l’attenzione dalle stesse locandine dei pochi turisti in transito in questi giorni all’Isola d’Elba. Gli stessi giornali sono consultabili nelle reception degli alberghi e sui tavoli dei bar. Vengono anche letti a Piombino, Livorno e altre località toscane.
Già che finiamo spesso con titoli negativi per incendi, alluvioni e squali bianchi sui telegiornali e quotidiani nazionali, costruirsi titoli negativi da soli è autolesionismo puro.
Litigare su di chi sia la colpa del calo del turismo all’Elba è un esercizio abbastanza aleatorio.
All’Elba nonostante gli investimenti invernali ci sono ancora alberghi a 3 stelle con gli infissi in alluminio anodizzato ma c’è anche la Giraglia, che non fa rima con ammiraglia, e fa bella mostra di modernità navale.
Il calo del turismo non è purtroppo dato né dagli infissi in alluminio anodizzato e tanto meno delle Giraglia che, negli delle vacche grasse, nessuno indicava come responsabili di fughe turistiche dall’Elba.
Il turismo è in crisi mondiale. L’economia mondiale è in crisi. In Irak c’è una guerricciola che dopo 2 anni ha causato il triplicamento dei combustibili derivati da idrocarburi. Le Torri Gemelle, l’euro, il terrorismo, i voli Low Cost, le prenotazioni Last Minute via internet hanno rivoluzionato tutto il modo di fare turismo e programmare acquisti, consumi e ferie.
Anche le politiche tariffarie di alberghi, commercio, servizi, ristorazione e le amministrazioni pubbliche c’entrano. Ma Onorato si metta una bella mano sulla coscienza perché sulla tratta Portoferraio Piombino persino una compagnia di navigazione pubblica riesce a essere efficiente, puntuale, pulita, ordinata e con degli utili a tariffe più economiche. Utili che poi annegano nelle linee improduttive con Capraia e Pianosa, tratte che una compagnia che ottiene finanziamenti pubblici deve mantenere per legge, legge che impone 8 collegamenti settimanali con Capraia anche a novembre per muovere 2/3 auto e 15 passeggeri alla volta.
Magari osservando la concorrenza ci si può rendere conto meglio di perché si perdano i propri clienti.
L’albergatore con gli infissi di alluminio penserà che è colpa di Onorato e Onorato sembra voler accusare l’albergatore esoso se biglietta di meno. I polli di Renzo appunto.
E’ molto probabile che i clienti preferiscano l’albergo con gli infissi in legno, la reception e le camere ordinate e gradevoli come anche delle navi senza odore di nafta e con politiche di prezzi più chiare e stabili nell’arco almeno di un week end. Chi arriva all’Elba per la prima volta e vi accede tramite la Giraglia sceglierà la Toremar per una prossima volta. Come chi troverà approssimazione nelle località, nelle strutture ricettive e commerciali ne premierà poi altre di suo gradimento.
Purtroppo la decisione potrà essere di scegliere altri luoghi turistici per le prossime vacanze.
In questo sia Onorato che Antonini hanno ragione e torto contemporaneamente entrambi.
Se c’è crisi è un po’ colpa di tutti. Degli affittacamere con i bicchieri della Nutella come servizio bello, i ristoranti esosi, i commercianti poco educati.
Ognuno è libero di trovare nel prossimo il capro espiatorio o il pollo di Renzo con cui litigare. Ma questo sistema di approssimazione del lavoro ha permesso a molti di avere tranquillità economica e benessere sin quando l’economia generale ha retto. Oggi non è più così e abbiamo scoperto quanti difetti abbiamo. Tutti con il proprio ruolo e la propria responsabilità, anche i giornali che preferiscono le polemiche perché altrimenti non vendono con i titoli “buoni” sulle locandine o in prima pagina.
Non ho una ricetta per uscire dalla crisi, sono però convinto che continuare a guardare in casa degli altri non sia il modo giusto di rilanciare un’isola dove pure abbiamo punte di eccellenza. Non abbiamo solo disordine, caos e imprenditori e pubblici amministratori improvvisati.
Abbiamo per fortuna anche altro. Anche gente, magari non professionale, ma gentile e tranquilla e che vorrebbe vedere negli altri più spirito costruttivo e collaborazione.
L’unica cosa di cui non abbiamo bisogno è di un alto tasso di litigiosità esposto pubblicamente sotto gli occhi dei nostri ospiti, degli amministratori pubblici provinciali e regionali e, in particolare, dei nostri colleghi della costa tirrenica e delle agenzie di viaggio.
La metafora dei polli di Renzo è sufficiente per spiegare che litigando non si risolve niente?
Piuttosto Onorato ci spieghi perchè ogni giorno ha da polemizzare con qualcuno all’Elba.
Per una volta, una sola, rilasci un’intervista con contenuti e toni diversi. Dia un segnale distensivo con le parole e con i fatti. Litigare non gli farà vincere la Coppa America o aumentare i fatturati della sua Compagnia di Navigazione.
Noi piccoli imprenditori elbani faremo il nostro meglio per migliorare la qualità di offerta e servizi al turismo, è vitale per noi, come è vitale per la Moby e gli albergatori.
Migliorare subito, almeno nello stile e nei contenuti delle proposte o delle critiche, non costa niente.
Dovete farlo con senso di responsabilità collettiva perché un’economia sana è un obiettivo condivisibile, perseguirlo insieme è possibile, impossibile lanciandosi accuse e veleni a mezzo stampa. La stampa purtroppo fa opinione e orienta i lettori e le redazioni, anche nazionali, a fare scelte certamente non premianti per il turismo elbano.
Poi mancherà anche chi potrà investire in pubblicità sui media locali, e il cerchio dell’Elba in crisi farà vittime anche nelle redazioni.
Cambiamo registro. Questo gioco allo scaricabarile non ci porterà benefici e distrarrà energie per la ricerca della qualità del modo di fare turismo.
Buon lavoro a tutti perché di questo sicuramente oggi abbiamo bisogno.”