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“A SCUOLA CI ANDIAMO DA SOLI”

CONFERENZA DI UN RICERCATORE DEL CNR DI ROMA PER RIFLETTERE SULL'AUTONOMIA DEI BAMBINI

Viviamo ogni giorno di più soffocati dallo smog delle industrie e quello dei motori delle auto e, se il risultato è una non facile convivenza con il mondo esterno per nessuno, a farne maggiormente le spese risultano i bambini. Piccoli abitanti di questo strano pianeta dove ogni cosa si svolge troppo in fretta ma tutti, proprio per questo, hanno comunque il diritto di far sentire il peso della propria opinione.
Così il consiglio dei bambini di Piombino, riunitosi nelle sue ultime sedute, ha affrontato la questione analizzando il rapporto tra pedone e automobilista, nonché il rispetto, spesso negato, che questi dovrebbero manifestare reciprocamente. La Giunta comunale ha preso in seria considerazione le idee e le critiche dei ben più giovani colleghi, tanto da concretizzare alcune iniziative come ad esempio la prossima messa in sicurezza di alcuni incroci cittadini (quello delle piazze Gramsci e Cappelletti), oltre ad una nuova pavimentazione stradale negli attraversamenti di via Fucini per far diminuire la velocità alle vetture transitanti; e l’incontro dei piccoli e dei loro genitori con un esperto del vivere in una città a misura di bambino: Francesco Tonucci, ricercatore dell’Istituto di Psicologia del CNR di Roma e coordinatore del gruppo internazionale “La città dei bambini”. Tonucci ha svolto sabato scorso una conferenza nella sala consiliare di Piombino per discutere circa l’autonomia del bambino. Tema di indubbia attualità ed interesse, dati i molti rischi, senz’altro moltiplicatisi nel tempo, esistenti oggi per un bambino al di fuori della propria casa. Già, proprio quella casa, quelle mura che dovrebbero in assoluto conferire tranquillità e sicurezza, spesso si traducono in potenziali pericoli. Le statistiche- come ha sottolineato il professore- non mentono in fatto di cifre, le quali dimostrano infatti quanto sia più probabile ferirsi o procurarsi problemi al sicuro della propria abitazione che altrove.
La realtà è, ha proseguito Tonucci, che oggi il bambino si vede negata una forma di autonomia indispensabile come quella motoria, ovvero, partendo dal presupposto che fra soggetti sospetti o semplicemente sconosciuti e il traffico nevralgico di auto e motocicli, le strade non siano più vivibili come una volta quando era possibile uscire con gli amici dopo i compiti per giocare a nascondino o a campana, il genitore finisce insomma col negare quella libertà pur sempre indispensabile. D’altro canto è forse addirittura eccessiva l’autonomia che a livello informativo, e informatico, si concede ai ragazzi i quali si trovano a rivelare una incredibile dimestichezza con cellulare, computer, internet, oltreché linguaggi ben più adulti di quello che dovrebbe competere loro trovandosi ancora in tenera età. La diatriba pertanto esiste e, secondo Tonucci, se è vero che una città davvero a misura di bambino non p facile da realizzare, è pur vero che una mediazione tra le estreme posizioni che nella odierna società il genitore per non correre troppi rischia adotta, dovrebbero venire contemplate.
Con un tale dislivello tra autonomia fisica e mentale, si rischia di coltivare contemporaneamente nel bambino, eccessive fobie, per un mondo nel quale è alla fine doveroso imparare a vivere, e troppe conoscenze che, per quanto significative, lo catapultano già da piccolo nella realtà dei grandi.