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UN MILIONE E MEZZO DI EURO PER LA BONIFICA AMBIENTALE DELLE AREE MINERARIE DELL’ELBA

FIRMATO A ROMA UN ACCORDO DI PROGRAMMA PER L’INQUINAMENTO CHIMICO DELLE EX MINIERE: IL MINISTERO DELL’AMBIENTE FINANZIERA’ LA BONIFICA DEL PUPPAIO E DELLE CONCHE A RIO MARINA, DI TERRANERA A PORTO AZZURRO E DEL VALLONE A CAPOLIVERI

UN MILIONE E MEZZO DI EURO PER LA BONIFICA AMBIENTALE DELLE AREE MINERARIE DELL'ELBA

Altri interventi ambientali in vista per le ex miniere dell’Isola d’Elba.
Il Ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, la Provincia di Livorno, i comuni di Rio Marina, Porto Azzurro, Capoliveri e l’ARPAT hanno firmato a Roma l’Accordo di Programma per la messa in sicurezza d’emergenza, la caratterizzazione, la bonifica e il ripristino ambientale delle aree estrattivo-minerarie dismesse nei comuni della costa orientale dell’Isola d’Elba.
L’accordo siglato prevede un quadro programmatico e tecnico-finanziario, ed ha a disposizione per la realizzazione degli interventi 1 milione e 400 mila euro finanziati interamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.
“Le aree che saranno sottoposte al recupero ambientale –ha dichiarato il Ministro Altero Matteoli- sono fortemente inquinate e gli interventi concordati serviranno per evitare ogni rischio per la salute e per l’ambiente. Una volta eliminata la contaminazione in queste aree potranno essere eseguiti importanti interventi di rinaturalizzazione e di recupero del territorio”.
Gli interventi all’interno del comprensorio minerario dell’isola d’Elba comprendono, tra l’altro, la messa in sicurezza d’emergenza del “Cantiere Puppaio” e del “Cantiere Le Conche”presso il Comune di Rio Marina, del “Lago di Terranera” nel Comune di Porto Azzurro, e del “Cantiere Vallone”nel Comune di Capoliveri.
“La situazione del comprensorio non è affatto allarmante, ma andava affrontata e risolta” -ha commentato l’Assessore all’Ambiente Tommaso Franci, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana.”
“Prosegue in questo modo -spiega Franci- un impegno avviato dalla Regione Toscana con il finanziamento, nell’ambito del Piano triennale di tuela ambientale, delle analisi e delle ricerche sui problemi di contaminazione provocati dal mancato ripristino dei compendi minerari abbandonati.”
“Questo -conclude Franci- è un altro capitolo nella vicenda della trascuratezza con cui il Demanio ha gestito e sta gestendo le aree ex minerarie, dopo il bluff del trasferimento al Coni. Oggi, grazie alla disponibilità del Ministero dell’Ambiente, gli enti locali avranno la possibilità di attivare interventi in sostituzione e in rivalsa del soggetto inadempiente. Questo risultato positivo pone sempre di più in evidenza la necessità di affrontare in modo strategico e definitivo le questioni legate alle aree ex minerarie”.