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LA MAGONA NON SI FERMA: FORSE SI EVITERA’ LA CASSA INTEGRAZIONE - Tirreno Elba News
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LA MAGONA NON SI FERMA: FORSE SI EVITERA’ LA CASSA INTEGRAZIONE

“CERCHEREMO DI SCONGIURARE LA CASSA INTEGRAZIONE” HA ASSICURATO L’AMMINISTRATORE DELEGATO RICCERI. SABATO E LUNEDI RIPARTONO GLI IMPIANTI. IL 16 MAGGIO A PIENO REGIME. INTANTO SI FARA FRONTE CON LE GIACENZE. SCONCERTO PER LE CAUSE DELL'INCIDENTE: NON HA FUNZIONATO UN COSTOSISSIMO CONGEGNO ANTINCENDIO APPENA REVISIONATO

LA MAGONA NON SI FERMA: FORSE SI EVITERA’ LA CASSA INTEGRAZIONE

Nella conferenza stampa convocata per oggi, l’Amministratore Delegato della Magona, Cesare Ricceri, ha in qualche modo ridimensionato la gravità dei danni che l’incendio ha provocato agli impianti, e ha rassicurato sulle conseguenze che il drammatico incidente potrebbe avere per i lavoratori.
Intanto Ricceri ha reso noto che la sala “motore elettrico” si è salvata, anche se sono andate distrutte 4 “gabbie”. Ha poi annunciato che l’impianto di zincatura dovrebbe ripartire già da sabato 16, giorno in cui è prevista la riattivazione delle linee 2 e 4. Il prossimo lunedì ripartiranno invece le altre due linee, quella della verniciatura.
Se tutto andrà per il verso giusto, l’impianto di laminazione sarà riattivato lunedì 16 maggio.
Nel frattempo cosa accadrà ai lavoratori? Anche su questo punto Ricceri è stato piuttosto rassicurante. La tempistica prevista per la completa normalizzazione della produzione potrebbe essere evitata. “Faremo di tutto per scongiurare questa eventualità –ha assicurato Ricceri”. Intanto per una parte dell’impianto sarà anticipata la manutenzione normalmente riservata al mese di agosto. Poi si potrà andare comunque con le giacenze già presenti negli stabilimenti. Con queste si conta di far fronte alla richiesta dei reparti riattivati avanti fino alla fine del mese di aprile. Per la prima metà del mese di maggio, invece, si lavorerà sui prodotti usciti dalle laminazioni degli altri stabilimenti italiani.
Meno confortanti le notizie che arrivano dal fronte delle indagini interne che puntano ad accertare le cause dell’incidente. Pare che abbia fatto cilecca l’allarme che doveva innescare l’antincendio automatico. Davvero sorprendente è la notizia che l’impianto in questione era un congegno costosissimo (si parla di oltre un milione di euro) e che era stato oggetto di regolare manutenzione non più di 15 giorni fa. Può forse consolare , anche ai fini assicurativi, il fatto che l’impianto contenesse un sorta di “scatola nera”, in grado di dare elementi importanti e notizie utili alla ricostruzione dell’accaduto.
“Probabilmente c’è stato anche qualche ritardo nell’attivazione del sistema di antincendio manuale -ha aggiunto Ricceri- ma questo può essere accaduto per un normale fattore emotivo”.