Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

CHIUSO UN NIGHT CLUB E ARRESTATE TRE PERSONE A PORTO AZZURRO

L’OPERAZIONE -CONDOTTA DAI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI PORTOFERRAIO- È COLLEGATA AI VENTIDUE ARRESTI ESEGUITI LA NOTTE SCORSA IN TUTTA LA TOSCANA

Aveva da pochissimi giorni riaperto i battenti, ma è stato immediatamente chiuso e sequestrato questa notte a seguito di un blitz dei militari dell’Arma che hanno portato all’arresto di tre persone.
Si tratta di un noto locale di Porto Azzurro, adibito a night club, che era stato recentemente oggetto di un cambio di gestione.
Le tre persone arrestate a Porto Azzurro dai Carabinieri non sono residenti né originarie dell’Isola d’Elba; si tratta infatti di un commercialista, un albergatore ed un avvocato che presumibilmente fanno capo alla società che ha rilevato di recente la proprietà del locale.
L’operazione, come hanno reso noto gli inquirenti, ha anche portato al sequestro , oltre che del night dell’isola d’Elba , di un analogo locale di Monsummano Terme, e delle quote di una societa’. Nel corso dell’operazione condotta dai Carabinieri del Comando Regionale della Toscana, i militari di Firenze sono stati coadiuvati dai colleghi dei vari comandi provinciali, fra cui appunto quelli della Compagnia Carabinieri di Portoferraio.
Si ritiene che possa essere venuta alla luce, grazie anche alla collaborazione con gli inquirenti del nucleo ispettorato del lavoro di Firenze, l’attività di un’organizzazione criminale specializzata nell’ ”arruolare” giovani nell’Est Europa per impiegarle come entreneuse in numerosi night della Toscana, in particolare in Versilia e a Montecatini.
Le misure cautelari in corso di esecuzione dalla notte scorsa sono state emesse per lo piu’ nei confronti di indagati italiani. Secondo i militari, coordinati dalla procura di Pistoia, l’organizzazione si sarebbe avvalsa della collaborazione di analoghe associazioni criminali russe, rumene ed estoni.
Per aggirare le norme sull’immigrazione gli indagati avrebbero falsificato i documenti, per fare ottenere alle giovani straniere permessi di soggiorno per turismo, salvo poi impiegarle per tenere compagnia ai clienti dei night.
Alle giovani, spesso molto povere, l’organizzazione avrebbe pagato viaggio e appoggio logistico in Italia, impiegandole poi nei night per farsi ripagare le spese anticipate per il loro arrivo in Italia.
Le persone coinvolte nelle indagini si sarebbero prestate, dietro compenso di denaro, a far risultare le ragazze come loro dipendenti.