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L'ONDA LUNGA SI E' ACCORCIATA - Tirreno Elba News
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L’ONDA LUNGA SI E’ ACCORCIATA

IL RAFFRONTO CON LE PROVICNIALI CONFERMA CHE IL CROLLO C’E’ STATO L’ANNO SCORSO E HA COINCISO COL SUICIDIO DELLE AMMINISRATIVE. OGGI LA CASA DELLE LIBERTA’ RECUPERA. COSA INSEGNA AGLI ALTRI PARTITI IL “FENOMENO-UDC”

Risulta molto interessante, per valutare meglio i più recenti movimenti politici, e per avere un’idea di quello che è successo, confrontare il dato delle Regionali con quello delle Provinciali (elezioni già molto “politiche”, dal momento che registrano un orientamento ed una scelta che poco a che fare col giudizio per la gestione di un ente ancora piuttosto lontano dai cittadini). Scorrendo i dati dello scorso anno, piuttosto che con il dato delle Regionali 2000, per esempio, si vede che a Portoferraio, dove Martini ha vinto di 18 voti, la maggioranza era già da un anno di centrosinistra. Anche non volendo considerare come termine di raffronto il 59% di “Portoferraio Domani” (ora la maggioranza di Peria è al 53% con il voto di Rifondazione) si registra un certo arretramento rispetto al 48,46% di Kutufà alle provinciali dello scorso anno. Mentre Antichi e “Per la Toscana” guadagnano tre punti rispetto al 42,51 di Zingoni.
A Rio Marina il dato è ancora più eclatante: la Casa delle Libertà si fermò al 40 a giugno 2004, oggi si è svegliata al 52,3%, con Toscana Democratica che è regredita dal 44 al 41% (e Rifondazione ha più che dimezzato i voti, dal 12,1 a meno del 6%). Rio Marina è un’eccezione, si dirà. Passiamo oltre.
A Capoliveri vale il discorso fatto per Portoferraio: lasciando da parte il dato amministrativo del 2004, in cui hanno giocato variabili e fattori molto “locali”, e concentriamoci sul dato delle Provinciali, la maggioranza era in mano al centrodestra anche nel 2004, ma alle Provinciali aveva il 49,3%, ieri gli stessi partiti sono tornati abbondantemente sopra il 50 (al 53%). Al contrario il centrosinistra di Martini è due punti sotto quello di Kutufà.
Anche a Porto Azzurro il centrosinistra compie un bel balzo in avanti, rispetto alle Regionali del 2000, ma raffrontando il dato con quello delle Provinciali risulta un -2 e rotti rispetto al 47%, mentre la Casa delle Libertà torna sopra il 50, recuperando 2,7 punti in meno di un anno.
A Rio Elba il dato è praticamente invariato: entrambi gli schieramenti avanzano di poco.
A Campo il centrodestra perde due punti e mezzo (anche se Forza Italia subisce il sorpasso simbolico di “Uniti nell’Ulivo” e An regredisce di 6 punti). Il centrosinistra è invariato (qualche decimale in meno).
A Marciana Marina la CDL che scende dal 49,4 al 47,8% e il centrosinistra sale dal 43,1 al 45,8%, accorciando molto il gap, ma l’Unione (Ulivo più Rifondazione) era già maggioranza assoluta già l’anno scorso, anzi complessivamente alle Provinciali aveva qualcosina in più.
Marciana è il vero nervo scoperto del centrodestra elbano: qui la discesa è costante, e non sembra arrestarsi. La CDL partiva da una percentuale “veneta” (o siciliana) del 63%, a giugno 2004 era scesa al 57%, ora altri 6 punti in meno, la discesa è arrivata al 51. Ma chi votava Forza Italia (49% nel 2000) è rimasto in gran parte a casa: a Marciana l’astensione è al 50%, forse la più alta dell’intera regione. Piuttosto che “voltare le spalle al centrodestra” (come ha detto Martini) gli elettori elbani moderati vanno al mare, o a pesca, o forse a caccia. In generale poi aumentano un po’ ovunque i voti di coalizione privi di voto di lista: un classico segno di appartenenza allo schieramento delusa dalle sue componenti.
In generale si può dire che il vero crollo del centrodestra è quello del 2004, delle Provinciali-europee, ma soprattutto del suicidio delle amministrative.
Oggi, paradossalmente, si conferma un forte radicamento del voto moderato, ma frustrato, deluso, arrabbiato. Chi non vuole rivoltare per il “suo” partito sceglie l’UDC, o lascia in bianco il voto di lista, o non vota affatto. Risulta evidente, insomma, come una parte dell’Elba continui a votare uno schiarimento che non la soddisfa poi molto. Ma è altrettanto evidente lo sfondamento dell’Ulivo, o dell’Unione, comunque, non c’è, anzi, i Comuni strappati dall’attuale Unione nel danno segni di cedimento, e la Casa delle Libertà recupera qualcosa, rispetto al giugno 2004. E questo in un contesto disastroso a livello nazionale.
Ecco perché Giovanni Martini si dice abbastanza sereno. Il centrodestra elbano scricchiola, ma non sembra voler crollare. Per questo -dice Martini- “guardiamo avanti fiduciosi”.
E proprio il “fenomeno-UDC” potrebbe insegnare qualcosa.
Il dato di Rio Marina ha fatto stropicciare gli occhi ai sostenitori del Sindaco Bosi, ma al di là dell’exploit rise ci sono percentuali enormi anche a Capoliveri, Rio Elba, Porti Azzurro, Campo, e comunque superiori alle media regionale e provinciale ovunque, dove non vale la spiegazione delle candidature locali trainanti o dell’apprezzamento per un’azione amministrativa autorevole, dinamica e efficace.
Allora cosa può avere influito? Forse una politica seria, visibile, per certi versi coraggiosa, vedi le prese di posizione sull’urbanistica “associata” voluta dalla Regione, o sul cosiddetto “caso-Elba (“allarme criminalità”).
Forse se i tuoi elettori se ti riconoscono coerenza, impegno, dinamismo, fedeltà alle ragioni della coalizione ti votano più volentieri che se spendi gran parte della tua giornata (o della tua carriera politica) a tramare contro alleati e compagni di partito.

EMPIRICO