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“Perchè non mi piace che si sbandieri la pace”

Un elettore di sinistra indica i rischi del pacifismo totalizzante

Il Consiglio Comunale di Portoferraio ha deliberato l’esposizione perpetua della bandiera della pace (la bandiera arcobaleno) nel balcone che si affaccia su Piazza Pietro Gori.
L’esposizione della bandiera della pace è diventata una consuetudine in molte manifestazioni ed iniziative politiche di alcuni partiti della sinistra, in occasioni che niente hanno a che vedere con tema della pace e della guerra, occasioni in cui di parla di lavoro, ditti civili, sanità, ambiente o chissà cos’altro. L’arcobaleno è stato inserito anche in alcuni nomi o simboli elettorali.
Ma che significato hanno, questa decisione, e questa consuetudine. Perché si espone l’arcobaleno insieme alla bandiera italiana ed europea?
L’esposizione di un simbolo serve a richiamare ad attualizzare i valori e i principi che il simbolo rappresenta. Quindi insieme alla fedeltà alla costituzione italiana, alle leggi dello stato italiano, e al percorso di unificazione europea, si vuole manifestare, sbandierare un altro principio, certo non in contrasto con quella nazionale ed europea, ma che in queste non sono ricomprese. Un’altra appartenenza, in definitiva.
Senza minimamente entrare nel merito di questioni che riguardano l’opportunità di scelte drammatiche, e decisive, come l’azione militare in Iraq e l’occupazione o il ritiro delle truppe, da elettore e simpatizzante dei partiti della sinistra italiana, chiedo al Sindaco Peria e agli altri, se non sia troppo questa professione di fede pacifista, questa obbedienza all’ “idea pacifista”. Voglio dire: ritiene giusto il nostro Sindaco assumere l’idea della pace come principio assoluto, a cui tutti gli altri si devono subordinare (compresi i principi della libertà, della democrazia, e della giustizia)?
Non si rischia di ripetere altri tragici errori commessi quando il principio assoluto adottato e sbandierato era quello dell’uguaglianza? E non è ancora più scorretto e rischioso che questa scelta totalizzante del principio pacifista sia fatta non da un partito politico, ma da un’amministrazione, un ente politicamente neutro per definizione?
E noi, di sinistra, che storicamente non siamo mai stati pacifisti, se non “recentemente” (negli ultimi decenni, per opposizione alla politica estera americana), noi non dovremmo affrettarci a capire e a dire che se c’è un idea totalizzante da far vivere e vincere questa si chiama, solo, L-I-B-E-R-T-A’.

Empirico