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A proposito di delfini

L'ipotesi di un esperto sul frequente ritrovamento di carcasse di cetacei sulle spiagge elbane

A proposito di delfini

Da Giancarlo Amore, palombaro di porto professionista, riceviamo un intervento sul ritrovamento di delfini morti sulle notre spiagge. Lo pubblichiamo in una versione “quasi integrale”:

In queste ultime settimane, è stato scritto molto sui delfini, ma purtroppo, in maniera al quanto triste. Infatti in piu’ occasioni, si è parlato di delfini che sono stati trovati morti e spiaggiati in diverse località Elbane. Di congetture, ipotesi e altro,sulle cause di queste morti,ne sono state narrate a decine. A questo proposito vorrei esprimere il mio parere, essendo spesso a contatto con il mare per motivi di lavoro e per passione, ho abbastanza esperienza in questo campo per descrivere con piu’ precisione alcune situazioni e di renderle comprensibili.
Come ogni anno quando arriva la primavera, biologicamente in mare è tutto un susseguirsi di cambiamenti anche repentini dove si verificano episodi e fenomeni per noi un pò inconsueti. In questo periodo grossi banchi di pesce azzurro di piccola taglia, si sono letteralmente riversati vicino alle nostre coste,di conseguenza la maggioranza dei delfini che normalmente vive dove c’è presenza di placton, ossia tra le 4 e 10 e piu’ miglia dalla costa, si è avvicinata in un breve periodo a poche centinaia di metri dalle stesse per esibirsi con i loro salti nelle scorribande a caccia di facile cibo. Purtroppo per i delfini ignari, visto anche il momento grasso e di possibile distrazione, incombe un pericolo:l’Uomo. Abituati alle difficoltà prodotte dall’uomo stesso in mare aperto, i delfini ora che sono sottocosta devono vedersela con le reti da posta dei pescatori locali, con le eliche delle imbarcazioni che numerose solcano il mare, con i sacchetti di plastica e altri materiali che qui si accumolano e sono decuplicati, quindi ci sono piu’ possibilità di rimanere impigliati con le pinne o di scambiare questi rifiuti come se fosse cibo e ingoiarli. Anche le fogne gettano in mare concentrati di acidi e veleni vari,con molti batteri che possono infettare e arrecare danno alla pelle delicata dei delfini e che se ingerite, possono causarne perfino la morte. Lo sversamento di concentrati di natura tossica buttati come di consueto da oltre trentanni, arrecano gravi danni evidenti ai fondali marini, alle spiaggie e naturalmente anche all’Uomo. Oltre il danno dobbiamo, noi Uomini e Delfini, subire la beffa.
Purtroppo la legge intesa come rispetto massimo nei confronti del Cittadino qui all’Elba non c’è, altrimenti le ingiustizie rappresentate in modo sfacciato e plateali come siamo abituati a vedere, non si verificherebbero.
Dette queste piccole verità, estreme appendici di un iceberg, ritornando ai banchi di pesce azzurro e ai fenomeni inconsueti, segnalo la presenza di squali elefanti che in genere fino a metà maggio stazionano tra Capo Bianco e Capo Enfola. Questi pesci che arrivano e superarano una lunghezza di 7 metri e il peso di circa 2 Ton., hanno la prerogativa di non avere denti,nonostante la loro immensa bocca che, tenuta constantemente spalancata, filtra l’acqua e trattiene il placton e piccoli pesci.
Se questi piccoli pesci si trattengono ancora lungo le nostre coste, inevitabilmente arriveranno le balene, le quali come quasi sempre avviene in questi particolari momenti, quando arrivano in prossimità di Portoferraio, per le caratteristiche particolari della costa e un pò del loro disorientamento, si insinueranno nel golfo fino ad arrivare dentro il porto dove avranno difficoltà per uscirne con somma contentezza dei fotografi e dei turisti. In queste occasioni con la videocamera cerco sempre di riprendere i particolari di questi mammiferi, come ferite, eventuali parassiti, che in genere sono come vermi di colore chiaro da 7 cm. circa di lunghezza attaccati alla pelle etcc.,i dati raccolti restano a disposizione di tutti specialmente dei biologi. Quindi, se i delfini vivono al largo delle coste, le morti che si verificheranno saranno in misura ridotta e i corpi saranno per ciclo fisiologico, mangiati o altro. Mentre attualmente con le grosse difficoltà sopracitate, una percentuale abbastanza alta, specie di giovani esemplari perirà e si arenerà non avendo il tempo di essre mangiata da altri pesci. Di tutti i pericoli descritti, ciò che si può fare interferendo con le brutte abitudini, è quello che fanno attulmante tanti ragazzi coraggiosi e generosi, cioè di insegnare
è dimostrare al prossimo di non buttare in mare rifiuti specilamente buste di plastica. Altro non è possibile fare.