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Ricordi di un futuro passato

Giro turistico satirico dallo Sporco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, ai felicotteri delle Ghiaie

Correva l’anno 2037 quando chiamai i miei nipotini e dissi loro: “Venite bambini, vi porto a vedere i resti dello Sporco Nazionale dell’Arcipelago Toscano”.
Ci incamminammo, muniti di una vecchia cartina sgualcita e del mio bastone, compagno affidabile della mia non troppo tenera età; ben presto arrivammo lungo un sentiero, il mio bastone si impigliò in una camera d’aria lasciata sul bordo della strada, provvisoriamente si intende.
Fummo subito raggiunti da tre grossi fuoristrada che portavano una scritta tipo FregaNiente o qualcosa di simile; scesero una dozzina di angeli verdi e ci dissero che non avremmo potuto proseguire perché la circolazione era consentita soltanto alle persone fisicamente integre ed ai ciclisti che, praticando il loro sport ecologico, sarebbero transitati a forte velocità lungo il sentiero, in discesa per fare poco rumore ovviamente.
Voltammo le spalle e scuotendo la testa da tanta delusione provocammo le ira degli angeli che mi chiesero gentilmente di consegnare loro la mia vecchia reflex per vedere se casualmente, scattando qualche foto in qua e la, fossero rimaste impresse nella pellicola le immagini degli ultimi esemplari rimasti di Motociclista-sauro, specie animale già decimata dalla Peste Asfaltonica e categoria oramai fuorilegge dal lontano 2005, protagonista indiscussa assieme ai Cinghiali-sauri dell’ecatombe tirrenica.
Al grido di “dagli all’untore dagli all’untore” e “vota Antonio vota Antonio” i grossi fuoristrada ripartirono leggeri, quasi sfiorando il terreno e rispondendo ai miei nipotini che mi chiesero chi fossero quelle strane perone dissi loro: “vedete bambini, nella vita bisogna saper scegliere, acquistare una squadra di calcio e fare il diavolo o tingersi di verde e fare l’angelo.
Riprendemmo il cammino in senso inverso inteneriti da quell’ ultimo esemplare di Turista-sauro oramai senza via d’uscita, braccato da commercianti, ristoratori e albergatori.
Poi incontrammo un gruppo di volontari che indossavano una divisa con su scritto “qua comando io” inseguiti a loro volta dalle proprie mogli, accusati di omissione di faccende domestiche.
Lungo la strada incontrammo dei signori che suggerivano di telefonare a tutte le persone di nostra conoscenza per promuovere un’iniziativa contro le antenne dei telefoni dicendo che avrebbero ben presto realizzato uno spot televisivo contro i ripetitori della tv.
Lungo il cammino ci imbattemmo poi in uno dei tanti Don Chisciotte della Mancia che, presa la Mancia, con il suo nuovo fiammante turbo diesel era pronto per sferrare l’attacco finale ai mulini a vento ritenuti ecologicamente non sostenibili e di dubbio livello estetico.
Ci dirigemmo verso la grande città dove ogni quattro o cinque anni veniva cambiata la segnaletica, quando invitava a deviare verso destra e quando verso sinistra, ma andare verso il centro diventava sempre più difficile.
“Venite bambini, andiamo via, andiamo, vi porto alle Ghiaie, sapete…. una volta la c’era una bellissima spiaggia dove si pensava potessero svernare i Fenicotteri e che invece divenne territorio per la procreazione degli Elicotteri….. e stasera, prima della buonanotte, vi racconterò di quando esisteva l’Homo Sapiens!”