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E' STATO DI DIRITTO? CARCERE PREVENTIVO SBAGLIATO
di Marco LANDI (consigliere comunale di Campo nell'Elba, Udc)
Cos’è e come deve funzionare uno Stato di Diritto? In questi giorni, tra tante righe lette sulle pagine delle cronache locali, è questa la domanda che più mi rivolgo. E più trovo convinzione di un pensiero maturato ormai da tempo, e cioè che in uno stato di diritto la carcerazione preventiva è, in larghissima misura, semplicemente sbagliata. Lo dico oggi e l’ho detto – e scritto - in altre circostante, nel massimo rispetto della magistratura e del suo operato.

Di fatto, è il legislatore che dovrebbe rimediare a un sistema normativo fin troppo complicato. Basterebbe semplificare: chi ricopre cariche pubbliche ed è inquisito per reati molto gravi e davanti a fatti certi - e questo stato di fatto e di diritto potrebbe compromettere le indagini - dovrebbe essere sollevato dagli incarichi. Questo va bene se in tempi brevi si definisce il quadro investigativo e se vale per tutti, dal consigliere comunale del piccolo comune al presidente del Consiglio. Altrimenti la legge, come quella attuale, funziona male e non per tutti allo stesso modo.

Dico queste cose ritenendo la giustizia un ambito ben distinto da quello politico e, soprattutto, valutando fuori luogo ogni giudizio da “tifoso” per questa o quell’altra sentenza, nel rispetto della persona come essere umano e non come individuo. Questo è un discorso che potrebbe ampliarsi di molto, ma espresso in sintesi il concetto che volevo, penso a quanto è cambiato il quadro normativo giudiziario, in particolare nell’ambito investigativo, negli ultimi vent’anni, quando gli “avvisi di garanzia” distruggevano la vita delle persone senza bisogno del carcere. Tuttavia, quando nella giustizia si formano delle crepe e queste vanno ad un certo punto colmate si creano inevitabilmente delle soluzioni inadatte e i rimedi finiscono, forse, per essere peggiori dei mali, ammesso che questi vi siano realmente.

Foto 1: Marco Landi