| SENTENZE, LA PACIFICAZIONE E IL "CHI HA DATO HA DATO" |
| MOLTI INTERVENTI SULLA SENTENZA CHE SMONTA ELBOPOLI. SI SENTE L'URGENZA DI UNA RIPARAZIONE PUBBLICA: E' GIUSTO, LA RICONCILIAZIONE DI UNA COMUNITA' E' IL CONTRARIO CHE RIMUOVERE QUEI FATTI DEL 2004 |
Suscita ancora moltissimi commenti la notizia dell’assoluzione “perché il fatto non sussiste” degli imputati al processo della cosiddetta Elbopoli. Ci scrivono e incontriamo persone che confessano di essersi commosse per questa storia: turbate al pensiero delle sofferenze patite dai suoi involontari protagonisti, felici per l’esito favorevole alle persone indagate poi arrestate, amareggiate per la sorte di Giancarlo Ageno. Emozioni forti, che molti confessano di controllare con difficoltà.
In soli tre giorni abbiamo letto e titolato decine di dichiarazioni, lettere, commenti, interviste. Fra quelle ricevute ieri, Maurizio Poli – che è stato amico di Ageno ed è segretario provinciale della Fiamma - fa riferimento anche alle nostre parole: “Da più parti – scrive – viene invocata, a torto o a ragione non saprei dire, la riconciliazione civile ed umana. Ma non posso (e non possiamo tutti) far finta non sia successo niente, una tardiva giustizia non risarcisce chi ingiustamente ha sofferto per quattro lunghissimi anni”.
Sono in molti a sentire l’urgenza di una riparazione pubblica, anche simbolica, dei torti e delle ragioni. Ed è a questa esigenza che rispondeva il nostro appello: siano dette parole di verità e di giustizia. A queste persone, e a Poli, diciamo che la riconciliazione è esattamente il contrario del “far finta di niente”, il contrario del “chi ha avuto ha avuto”. Diciamo che oggi l’onere della riconciliazione grava su chi ha strumentalizzato, forzato, accusato, senza avere addosso la toga del magistrato inquirente. Verità oggi significa che coloro che non ha avuto rispetto per le persone, che hanno usato una vicenda giudiziaria per scopi politici – di tutti i colori - ora hanno la possibilità di spiegare, di riconoscere, di ricomporre un quadro pubblico di verità in cui tutti (loro per primi) si possano ritrovare. In privato ognuno può fare le sue scelte, ma chi partecipa alla vita pubblica dell’Elba non dovrebbe eludere questa responsabilità, che - ricordiamolo - scaturisce da una verità sancita da una sentenza della magistratura (oppure meritano considerazione solo le imputazioni?).
L’intervista ad Andrea Fratti è bella perché fa emergere delle solidarietà umane che hanno travalicato le povere discipline di partito e di lobby, e fanno onore ai Lupi, agli Zini, agli Scelza. Altri, chi non ha avuto lo stesso coraggio di una telefonata, di un sorriso, di una stretta di mano, di una parola, chi ha attaccato e giudicato fuor dalle aule del tribunale, oggi ha la possibilità di riconciliarsi con una comunità che ha avuto giustizia.
Tenews |
Foto 1: La giunta di Giovanni Ageno
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