| L'INCUBO DEL 1° GIUGNO: "LE NOSTRE VITE SCONVOLTE" |
| "RAGAZZI, VOSTRO PADRE E' INNOCENTE E' STATA L'ULTIMA COSA CHE HA DETTO, E ABBIAMO DOVUTO FARCI FORZA FINO A MARTEDI', E' CAMBIATO TUTTO, MA TANTI CI HANNO DIMOSTRATO AMICIZIA, ANCHE A SINISTRA" |
“Ricordo alla perfezione quel mattino”. E’ emozionato Andrea Fratti, quando parla di quella drammatica alba del 1° giugno 2004, quando il padre Alberto fu portato in carcere. “Venne TeleTirrenoElba con Paolo Chillè a chiedermi cosa disse mio padre quando uscì di casa per essere portato in galera. Mio padre disse: ‘Andrea Laura state forti, noi abbiamo subito una cosa più grave, la morte di vostra madre, la giustizia farà il suo corso, e io sono sicuro che sono innocente’. Oggi sono qui dopo quattro anni – dice Andrea - a dire che mio padre insieme a tutti gli altri imputati è innocente”.
Si scusa per il tono voce, “quasi non riesco a pronunciare la parola ‘assolto”. Alberto Fratti per quattro anni è stata una persona che ha combattuto per la sua innocenza. Ed è arrivato questo verdetto, la vicenda la conoscete tutti, è inutile che io dica più di quello che si può pensare. Questo lo dico dal cuore: la nostra vita è cambiata, è stata cambiata la vita di mio padre e anche di chi gli è stato accanto. Io un anno prima avevo vissuto un lutto, la perdita di mia madre, dopo un anno mio padre viene portato in galera con delle pesanti accuse, e ha fatto più di settanta giorni di carcere, 70 giorni duri”.
Un risveglio fra l’incubo e il film: “Io queste cose fino a quel giorno, le avevo viste appunto solo al cinema. Nonostante tutto questo, abbiamo avuto tutti assieme - io mia sorella e tutta la famiglia - la forza di andare avanti. Vorrei ringraziare alcune persone: innanzitutto gli avvocati Massimo Girardi e Antonio Cariello, più che avvocati sono stati due amici. L’avvocato Girardi quasi tutti i giorni andava a trovarlo, ci chiamava ci diceva di stare tranquilli che prima o poi sarebbe arrivato il sereno. Questo sereno è arrivato ieri. Un altro ringraziamento particolare lo devo fare a quelle 227 persone che il giorno delle elezioni hanno scritto sulla schede il nome ‘Fratti Alberto’, nonostante fosse in galera con pesanti accuse. Queste persone hanno avuto fiducia in questo uomo cosi come l’ho avuta io”.
Ma la solidarietà ha trovato anche strade insospettabili: “Ci sono state vicine alcuni persone che sono di colore politico completamente diverso da quello di mio padre: Angelo Zini, un amico, mi ha chiamato diverse volte ed è venuto a trovarmi, la stessa cosa vale per Leo Lupi, Bendetto Lupi, per il dottor Massimo Scelza. Come vedete sono state molte le persone ad esserci state vicino. Martedì è stato uno dei giorni più felici della mia vita”. |
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