EI FU, MA ALL'ELBA (QUASI) NESSUNO SE NE E' RICORDATO
SOLO INIZIATIVE DI APPASSIONATI PRIVATI PER RIEVOCARE L'ESILIO DI NAPOLEONE. NEL 2014 RICORRE IL BICENTENARIO DELO SBARCO ALL'ISOLA, MA LE "CELEBRAZIONI" SONO ANCORA FERME A UN ANNUNCIO DI RUTELLI DEL 2007. EPPURE SAREBBE UN'OCCASIONE UNICA (ANCHE PER LA PROMOZIONE)

Ei fu, ma chi se lo ricorda all'Elba? Era il 4 maggio del 1814 quando Napoleone Bonaparte sbarcò all’Elba, per rimanerci fino al 26 febbraio 1815. Sette anni dopo esatti, il 5 maggio 1821, l’imperatore cessò di vivere a Sant’Elena. Ce lo ha ricordato persino un film, “N” di Paolo Virzì, girato in maniera quasi beffarda più a Piombino che all’Elba.

Oggi, 5 maggio, all’Elba, purtroppo, non ci sono manifestazioni ufficiali per ricordare Napoleone. Eppure nel 2014 si celebrerà il bicentenario dell’arrivo di Napoleone sull’isola, come ricordò l’allora vicepremier e ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, il 29 luglio del 2007. “Il patrimonio dell’esperienza di Napoleone all’Elba è motivo di orgoglio e fonte importante di promozione di una vicenda storica unica, e della ricchezza e bellezza dell’Elba e dell’Arcipelago Toscano – disse in quella occasione Rutelli - Lavoreremo per renderlo ancora meglio fruibile al vasto pubblico”.

In questi giorni, come ogni anno, solo grazie ad alcuni appassionati di rievocazioni storiche si puo’ rivivere la storia dello sbarco del Grande Còrso a Portoferraio, dove giunse in esilio dopo aver firmato il trattato di Fontainebeau. Ieri la messa in suffragio nella chiesa della Misericordia, oggi la rievocazione dello sbarco al Molo Elba, dove l’Imperatore consegnò agli elbani la bandiera delle Tre Api, da lui stesso ideata per suggellare il suo regno sul Principato dell’Isola d’Elba.

Da loro parte un appello, accorato, rivolto agli elbani. Cosi, Paolo Fiorillo – gruppo storico “Le Petit Armèe”. “Tra quattro anni cadra’ il bicentenario della venuta di Napoleone all’Elba, un evento importante per l’isola che verrà proiettata al centro del mondo di Napoleone, un mondo che, credetemi ancora vivo a duecento anni di distanza, presente nelle rievocazioni storiche su internet in Italia ed in tutta Europa. Le premesse per fare una brutta figura ci sono tutte, a cominciare dal vergognoso stato di abbandono in cui versano le residenze davvero abbandonate a se stesse. Il compito di commemorare date come questa, lasciato all’iniziativa di un pugno di appassionati, per non parlare di un segno tangibile di riconoscenza dell’Elba verso l’Imperatore e mi riferisco a quella statua che manca sull’isola. Gli elbani ben rappresentati in questa occasione possono recuperare il tempo perso e preparare un evento degno di quella riconoscenza che dopo duecento anni Napoleone merita ancora da voi.”

“Inviterò quanto prima il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, a venire all’Elba a visitare personalmente questi musei". Questa fu la promessa di Francesco Rutelli. Basterebbe certamente molto meno, da qui al 2014, per preservare il nostro ricordo storico più importante, creando un ulteriore polo di attrazione per il nostro turismo.

  mercoledì 5 maggio 2010 - 22.24

 

 
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