LA CLAQUE PER LA FAENZI ERA IL COORDINAMENTO PDL?
di Gianluigi PALOMBI (Pdl)
Sono veramente sorpreso come molti isolani rivendichino a grande voce candidati elbani alle regionali e si sentano vittime di un complotto dei politici continentali atto, ad escludere dalla vita politica ed amministrativa gli elbani.

Nessuno si è mai chiesto il perché? Il motivo è molto semplice. L'elbano non fa politica sul territorio ma, all'Elba, la politica è intesa solo come una corsa alla poltroncina (a volte davvero ina ina). Non esistono sezioni di partito, non esistono iniziative sul territorio, non esiste vera opposizione ai governi locali. Non c'è nulla di tutto ciò.

Solo in prossimità delle elezioni c'è un grosso agitarsi nel pollaio, ognuno alla ricerca del proprio posticino al sole. Poi, ad elezioni compiute, cala il sipario. A Campo ad esempio, per accogliere la Faenzi e la sua corte, il "coordinamento locale del PDL" ha invitato i cittadini a partecipare numerosi all'incontro (leggi "claque"). Tale cooordinamento è comparso per la prima volta proprio in questa occasione.

Ma chi ne è a conoscenza, da chi è costituito, chi è il coordinatore? O forse è stato costituito "ad hoc" per questo appuntamento? Non mi risulta esista sull'isola un coordinamento del Pdl che rappresenti il partito sull'isola o un portavoce che possa fare da interlocutore con i propri riferimenti provinciali e regionali. Questo vale per tutti i partiti in tutta l'isola (forse Bosi escluso).

E' chiaro che questo modo di "non fare politica" arrivi anche ai livornesi ed ai fiorentini che non hanno nessun interesse a rappresentare l'isola nelle elezioni che contano, visto che gli isolani stessi se ne disinteressano. L'elbano è, al contrario, straordinario quando si tratta di difendere la propria isola (vedi la questione tralicci) o quando si stringe intorno al dramma, anche personale, di un proprio concittadino (in questo frangente è addirittura commovente).

Ma purtroppo, dalla politica ci si difende con la politica. Probabilmente sarebbe il caso di costituire una sola singola grande sezione per ogni partito (es. a Portoferraio) in modo da dare una voce univoca alle problematiche dell'isola. E forse incominciare seriamente a pensare al comune unico o, addirittura, alla Provincia dell'isola d'Elba. Per avere un peso più grande in ambito continentale o addirittura per governarsi da soli. E buonanotte.

  mercoledì 10 marzo 2010 - 11.34

 

 
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