L'ELBA IN PIAZZA CONTRO LO SCEMPIO DEI TRALICCI
E' IL GRAN GIORNO DELLA MANIFESTAZIONE PER L'INTERRAMENTO DELL'ELETTRODOTTO DI TERNA. UNA VICENDA PARTITA IN SORDINA CHE HA RISVEGLIATO L'ORGOGLIO DEGLI ISOLANI. LE CATEGORIE SCHIERATE CON IL COMITATO DEL "NO" CHIUDONO PER DUE ORE GLI ESERCIZI COMMERCIALI
Dopo molti mesi gli elbani oggi tornano in piazza. Per dire no ai tralicci del nuovo elettrodotto progettato - e in parte già realizzato – da Terna, per alimentare l’Elba. Vedremo quanti saranno, e cosa otterrà la protesta, ma l’obiettivo – benché arduo – è molto chiaro: fermare quei lavori che secondo molti deturpano uno dei paesaggi più belli del Mediterraneo: la rada di Portoferraio e non solo, anche parte del verde. Tutti in piazza per fermare quei tralicci e ottenere l’interramento delle linee, dunque.

Tutta la vicenda è iniziata in sordina, nel 2004. Quasi nessuno si accorse di quel che stava accadendo, allora. Poi un primo comitato si mobilitò contro il primo progetto, ottenendo un’iniziativa degli enti e del Parco, fino a quel momento piuttosto distratto. La mobilitazione ottenne nella conferenza dei servizi del 2007 la revisione del progetto, e la fine delle polemiche, fino a pochi mesi fa, quando i lavori sono iniziati davvero. Un nuovo comitato si formò, in coincidenza con gli avvisi sulle indennità di servitù istituite nelle particelle su cui dovrà passare l’impianto. E la protesta riparte: “Sarà questo il vero ecomostro dell’Elba – dissero dal comitato. Anzi 27 ecomostri. Un serpente di metallo che si insinuerà nel verde della nostra isola”.

L’elettrodotto - progettato dalla società del gruppo Enel che si occupa della rete elettrica - prevede un collegamento sottomarino da Piombino all'isola, un cavo interrato in alcuni tratti della linea Portoferraio-San Giuseppe, come a San Giovanni e nella zona a protezione speciale del Volterraio, e ancora una consistente parte aerea. “La parte aerea – spiegava allora una dei promotori del comitato che ha preso visione del progetto all’ufficio tecnico del Comune di Portoferraio - è sorretta da 27 piloni in metallo, alti dai 37 ai 42 metri, come un edificio di 14 piani".

La replica di Terna: i tralicci saranno in tutto 20 (e non 27), e il progetto prevede l’abbattimento di 48 tralicci vecchi, tanto che “il rapporto nuovo/vecchio è di oltre 1 a 2”. Quanto all’altezza dei nuovi sostegni, i tecnici precisano che uno solo è alto 40 m, circa 10 hanno un’altezza tra 30 e 35 m e 7-8 non arrivano a 30 m. Le abitazioni infine. Per Terna la più vicina dista 60 metri dal tracciato, “in un territorio per altro essenzialmente montagnoso e scarsamente abitato”. L’investimento complessivo dell’opera – sottolinea ancora Terna - è di circa 50 milioni di euro, in linea con il Piano di Sviluppo, che sarà pagato con le bollette di tutti i cittadini italiani; e 20 milioni costano le modifiche apportate rispetto al progetto originario.

Ma la protesta non si ferma, anche i Consigli comunali si mobilitano. La protesta arriva in Regione, dove la giunta fa un tentativo, neanche troppo convinto, per convincere Terna a concedere qualcosa. Invano. Intervengono i politici, ma Terna non risponde neanche più. Se non per avvertire che è pronta a querelare il comitato pro interramento quando i toni si scaldano. Ma i contrari non mollano. Non resta che la piazza. I partiti sono al loro fianco, praticamente tutti. E – a sorpresa – le categorie annunciano una clamorosa serrata di protesta. Due ore di chiusura durante il corteo. Le speranze sono affidate al corteo di oggi. Alle 10 in viale Zambelli. Buona manifestazione.

  martedì 9 febbraio 2010 - 01.14

 

 
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