| ELETTRODOTTO, SOLO L'INTERRAMENTO TUTELA LA SALUTE |
| di Michele MAZZARRI (esperto in prevenzione infortuni) |
Il presente intervento non vuol inficiare in alcun modo l’attività dei vari soggetti intervenuti sulla questione “elettrodotto Terna“, ma limitarsi a produrre e pubblicizzare tutta una serie di elementi inerenti la materia della tutela della salute nei luoghi di lavoro (e non solo), attinenti l’attività che tra breve si metterà in esercizio.
Ai fini della radioprotezione la legislazione attuale prevede un obiettivo di qualità di 3 µT (microtesla) quale esposizione al campo magnetico per permanenze superiori a quattro ore (pubblicazione sulla G.U. n. 200, agosto 2003). Prima dell'emanazione dei decreti attuativi sopra citati, in molti contenziosi il cittadino ha avuto ragione anche se i valori di esposizione fossero inferiori a quelli appunto stabiliti da questi decreti in quanto non in accordo con i valori individuati da studi epidemiologici.
In generale, da tali studi emergeva l'opportunità di evitare campi magnetici superiori a 0.2 µT (microtesla); infatti con le tecnologie correnti non è ancora possibile quantificare correttamente questo valore di campo magnetico stante il fatto che questi è in funzione della corrente trasportata dalla linea elettrica, e la sola conoscenza del valore di tensione non è sufficiente, quindi, a stimare la distribuzione del campo.
Conoscendo il valore di corrente è in teoria possibile, mediante l'utilizzo del computer, effettuare il calcolo del campo, cosa in realtà però poco praticata a causa della difficoltà di inserire le molteplici variabili dovute alla geometria dell'ambiente, che nel nostro caso in esame risulta particolarmente difficile anche e non solo per l’orografia del territorio. In particolare, indagini epidemiologiche su alcune categorie di lavoratori professionalmente esposti hanno evidenziato un aumentato rischio di leucemie (Matanoski ed altri, 1993: London ed altri 1994; Therialt ed altri, 1994), di tumori del sistema nervoso (Floderus ed altri, 1994; Thörnqvist ed altri, 1991; Savitz ed altri, 1994), tumori mammari nella donna (Loomis ed altri 1994), tumori mammari nel maschio (Floderus ed altri 1994).
Rischi sanitari dovuti all'inquinamento da radiazioni non ionizzanti e possibili misure di prevenzione per la popolazione (maggio 1997)" si afferma che: "Indagini epidemiologiche di terza generazione ribadiscono l'accresciuta incidenza di leucemie infantili, come pure di tumori al sistema nervoso centrale e alla mammella di lavoratori e lavoratrici esposte, di linfoma maligno nell'uomo e nel cane" (Washburn ed altri 1994; Reif ed altri 1995; Miller ed altri 1996; Milham ed altri 1996; Coogan ed altri 1996) deponendo a favore di un rischio possibile a livelli di esposizione superiori a 0.2 uT (microtesla). Per quanto riguarda le alte frequenze a seguito di una vasta indagine epidemiologica sull'incidenza del cancro eseguita in occidente nei pressi di una trasmittente radiotelevisiva (quella di Sutton Coldfield , GB) é stato dimostrato un incremento di leucemie agli adulti (particolarmente di quelle linfatiche) con un significativo declino del rischio con l'aumento della distanza dal trasmettitore (particolarmente per la leucemia linfatica cronica).
Ma fin dagli anni settanta in URSS - a seguito di ricerche sull'associazione tra danni alla salute umana e campi elettromagnetici (Asanova ed altri 1972) - erano state emanate norme per la protezione dei lavoratori che operavano in prossimità di installazioni elettriche (manutenzione di interruttori, stazioni elettriche ad alto voltaggio) con limiti che risultavano fino a mille volte inferiori rispetto a quelli in vigore attualmente nei Paesi occidentali.
Il principio cautelativo si impone per la necessaria tutela della salute dei cittadini, anche se i dati scientifici ormai sembrano consolidarsi sul rischio per la salute prodotto dalle onde elettromagnetiche. In permanenza di un dubbio deve adottarsi, sul livello del rischio, l'impostazione piú restrittiva consistente nella minimizzazione del rischio e quindi nella definizione del valore piú basso, concordando con l'Organizzazione mondiale della sanità, la quale raccomanda ai legislatori l'adozione del principio di ALARA (As Low As Reasonably Achievable), secondo il quale, fatta una scelta tecnologica, l'esposizione alle radiazioni deve essere la piú bassa possibile.
Le indicazioni sopraccitate ed altre, quali, per esempio, lo studio condotto in un istituto di Syracuse, nello Stato di New York, che ha evidenziato che anche in una fascia di 150 metri di distanza da linee ad alta tensione si verificano variazioni della composizione del sangue e del battito cardiaco, e che disturbi comportamentali sono stati riscontrati entro una fascia di 300 metri, hanno suggerito i limiti proposti".
In Italia è in vigore un DPR del 2003 che fissa i limiti di esposizione per la popolazione e un Dlgs. del 2008 che fissa i limiti per i lavoratori. Per l’intervento in esame è opportuno soffermarci al decreto per la popolazione, che testualmente cita: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti. Limiti di esposizione e valori di attenzione Nel caso di esposizione a campi elettrici e magnetici alla frequenza di 50 Hz generati da elettrodotti, non deve essere superato il limite di esposizione di 100 uT per l'induzione magnetica e 5 kV/m per il campo elettrico, intesi come valori efficaci. A titolo di misura di cautela per la protezione da possibili effetti a lungo termine, eventualmente connessi con l'esposizione ai campi magnetici generati alla frequenza di rete (50 Hz), nelle aree gioco per l'infanzia, in ambienti abitativi, in ambienti scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, si assume per l'induzione magnetica il valore di attenzione di 10 uT, da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio.
Obiettivi di qualità
Nella progettazione di nuovi elettrodotti in corrispondenza di aree gioco per l'infanzia, di ambienti abitativi, di ambienti scolastici e di luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore e nella progettazione dei nuovi insediamenti e delle nuove aree di cui sopra in prossimità di linee ed installazioni elettriche già presenti nel territorio, ai fini della progressiva minimizzazione dell'esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti operanti alla frequenza di 50 Hz, e' fissato l'obiettivo di qualità di 3 uT per il valore dell'induzione magnetica, da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio.
In considerazione degli spunti sopra citati e visto il tratto aereo previsto da Terna, appare quanto meno cautelativo prendere in esame l’interramento (il confinamento e l’incapsulamento sotto terra riducono drasticamente l’emanazione dei campi elettrici ed elettromagnetici) dei tratti dove essi sono sovrastanti luoghi così come descritti dal decreto del 2003. |
lunedì 8 febbraio 2010 - 17.27
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