NESSUNA TRACCIA DI CONTAINER SUI FONDALI ELBANI
DOPO TRE MESI DI RICERCHE LA CAPITANERIA NON HA TROVATO I MATERIALI CHE SECONDO GLI AMBIENTALISTI ERANO STATI SCARICATI IN MARE DA QUELLA CHE ERA STATA DEFINITA LA "NAVE DEI VELENI" E HA CHIUSO IL CASO
Non ci sono container in fondo al mare al largo dell’Isola d’Elba. È l’esito delle ricerche della guardia costiera sul presunto scarico di materiali da parte di una portacontainer, tra la costa livornese e l’Isola d’Elba. Un caso denunciato nel luglio scorso da un’associazione ambientalista e rilanciato da Legambiente. Ne ha dato notizia ieri un sito ambientalista, Greenreport: le indagini della Capitaneria sono state chiuse.

La vicenda ha fatto molto parlare, soprattutto dopo che la nave oceanica “Alliance” del Nurc (Nato Undersea Research Center) ha rilevato sul fondale (a 120 metri di profondità) un manufatto di tre metri per tre per sei che avrebbe potuto essere il fantomatico container. Si ricorderà un articolo del Manifesto che aveva cominciato a parlare di veleni e morìe di pesci. Ma le ricerche durate tre mesi non hanno individuato alcunché, sebbene siano stati utilizzati prima il sonar della motovedetta ’Scialojà e poi, a fine dicembre, impiegando il nucleo sommozzatori di San Benedetto Del Tronto. «È possibile che si fosse trattato di uno scoglio o una rifrazione non perfettamente definita dal sonar» hanno spiegato gli uomini della guardia costiera riferendosi a quanto rilevato nei mesi scorsi.

  mercoledì 6 gennaio 2010 - 00.32

 

 
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