Le polemiche di Rio Elba e gli scontri duri a Portoferraio

Scritto da Andrea Ghini

Isola d'elba

Immagine di repertorio

La vicenda di Rio è tornata sulle pagine dei giornali con gli effetti della fusione e soprattutto ancora con le polemiche tra i vecchi amministratori e De Santi, che fu costretto a dimettersi. Pur essendo un piccola scaramuccia in un piccolo paese è una polemica che va avanti da anni. Poco invece si parla dell’amministrazione Ferrari di Portoferraio, comune molto più importante, dove gli scontri furono veramente duri.

Che l’Amministrazioni Ferrari sia stata una guerra finita con una sconfitta non ci sono dubbi. Il primo sparo: il sindaco denuncia per truffa il suo il segretario comunale, con conseguente licenziamento seguito da contro denuncie richieste danni ecc.
Di seguito si apre un periodo di scontri verbali con altri dirigenti seguiti - si dice - da scontri fisici, insulti, spinte e cazzotti, uno di questi deviato dal volto del sindaco a quello assessore.

Poi arrivano i problemi con il dirigente dell’Urbanistica L’arch. Parigi che, a causa di problemi seri, lascia il settore e se ne va e l’Urbanistica rimane bloccata.
La guerra continua con denuncie sparate all’interno della Biscotteria. Vittima anche il responsabile del settore finanziario che viene licenziato: strascico di denunce processi e assoluzioni e spese enormi per il comune. La lotta fa anche una vittima innocente una giovane cittadina che passava inavvertitamente sotto al comune.
Come se tutto questo non fosse sufficiente, la guerra si scatenata all’interno della stessa maggioranza coinvolgendo il il Sindaco, il vicesindaco, il presidente consiglio che si dimette ed alcuni assessori. Litigavano su tutto. Anche per chi doveva mettersi la fascia tricolore. E poi da un assessore arriva addirittura la mozioni di sfiducia contro il sindaco, per farlo fuori.
Alla fine, a pochi messi dalla fine del mandato e dalle nuove elezioni, gli assessori si dimettono e abbandonano il povero Ferrari come se fosse una Panda scassata, e confluiscono in altre liste. Era la fine della storia: i futuri assessori e sindaco che dopo la vittoria avevano cantato patriotticamente l’inno nazionale con la mano sul cuore, erano diventati nemici. Il caos era al massimo. Il Ferrari circondato, cerca di difendersi come può, ma nessuno lo aiuta più. E’ come un soldato in una trincea circondata da nemici Chi può prendere il rischio di saltare nella trincea per aiutarlo a difendersi?

Ma avvengono anche i miracoli. Lo fa l’Arc. Claudio de Santi ex Sindaco di Rio evidentemente non spaventato da lotte e da situazioni difficili.
Questo dovrebbe avere sorpreso gli amministratori di Rio che lo accusarono, quando si dimise, di esser fuggito davanti alle difficoltà e non perché loro - come le sentenze hanno poi definitivamente dimostrato - gli avevano lasciato il comune in una situazione finanziaria insostenibile.
Comunque, questo gesto certamente avrà creato a De Santi problemi con alcuni politici locali della sua stessa area politica, ma ha dato un segnale significativo sul suo carattere e sul suo modo deciso di affrontare i problemi, anche nelle situazione più difficili e di farlo, soprattutto, in modo disinteressato. Un dato questo che si trova difficilmente nei normali rapporti politici odierni.

Indietro domenica 22 novembre 2020 @ 11:33 © Riproduzione riservata

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