Covid-19, i disagi che incontrano i cittadini nell’utilizzo di molti servizi pubblici

Scritto da Giovanni Fratini

Attualità

Giovanni Fratini

I Sindacati dei lavoratori pensionati, più di 4 mesi fa, hanno rivolto un appello ai Sindaci e a tutte le Istituzioni della Provincia affinché fossero evitati i disagi che incontrano i cittadini nell’utilizzo di molti servizi pubblici. Appello che sembra caduto nel vuoto!

Ho potuto constatare, in più occasioni, quanto sia difficoltoso accedere ad alcuni servizi di primaria importanza. Si deve aspettare il proprio turno chiedendo a chi è già in attesa: chi è l’ultimo? Come si faceva un tempo. Spesso di deve rimanere fuori, all’aria aperta, in piedi e armarsi di santa pazienza. Si è fortunati se si può usufruire di un porticato abbastanza ampio come quello dell’Ufficio postale. Ma laddove il porticato non c’è o è ristretto, l’attesa diventa talora pesante. Lo era d’estate con il caldo e il sol leone; lo è in questo autunno con la temperatura che si è abbastanza abbassata e lo sarà ancor di più con l’arrivo della stagione invernale. 

Spesso si formano fuori “assembramenti” che, invece, sarebbe bene evitare, considerato che il maledetto virus cinese non ha mollato la presa. Anzi!

Forse impiegando qualche unità di personale in più, per prima cosa, potrebbero essere accorciati i tempi di attesa. Forse, laddove esistono spazi interni si dovrebbe fare in modo di utilizzarli al meglio, consentendo l’ingresso delle persone sia pure in numero limitato e affidando il controllo degli ingressi, del rispetto della distanza di sicurezza e dell’obbligo della mascherina ad una unità di personale interno o, in alternativa, ad Istituti di vigilanza,a Cooperative di servizio. Si potrebbe così ridurre, specie per chi ha già raggiunto una certa età, il rischio di altre spiacevoli conseguenze sulla propria salute. Nelle fabbriche gli operai possono lavorare anche a meno di un metro tra loro usando la mascherina e figuriamoci se non è possibile far accomodare qualche persona negli spazi di cui sono dotati certi Uffici. A chi poi fosse costretto, comunque, a rimanere all’aperto sarebbe certo “gentile” offrire, non dico una comoda poltrona “sofà”, ma almeno qualche sedia e, magari, se non esiste un porticato, installare un gazebo. L’ASL ha organizzato un buon servizio di ricevimento. Davanti ai due ingressi dell’ospedale sono stati installati ampi gazebo e posizionate diverse sedute. E se c’è la possibilità, dopo che ti hanno misurato la temperatura, puoi metterti a sedere nell’atrio esistente all’ingresso principale.

Favorire in qualche modo una attesa un po’ meno “scomoda” senz’altro ha dei costi. Ma sarebbero proprio insostenibili? Temo che non sia un problema di costi, ma semplicemente di scarsa considerazione dei rapporti con i cittadini-clienti, non da parte del personale dei diversi Uffici, che svolgono bene il loro lavoro, ma delle Alte dirigenze. E pensare che tra le Alte dirigenze c’è anche quella che deve preoccuparsi del servizio di assistenza ai clienti, del ”customer service”.

Ho sentito dire che le due vecchie sedie in plastica poste, da qualche tempo, davanti all’Ufficio postale e “benedette” dagli anziani, me compreso, siano state generosamente “donate” da un ignoto cittadino. Dobbiamo contentarci. Evidentemente il Dirigente responsabile del servizio di assistenza dei clienti, in questo brutto periodo, ha altro da fare. O forse lavora da casa, tanto per capirci in “smart working”.

Giovanni Fratini 

Indietro lunedì 9 novembre 2020 @ 10:19 © Riproduzione riservata

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