Migratori a San Giovanni

Alzavola e alcuni limicoli ospiti dell'antica salina. Un piccolo ricordo di Giuliano Frangini che nella laguna ha realizzato celebri scatti. Di Antonello Marchese

Foto di Antonello Marchese

Chi ha frequentato la zona umida di San Giovanni nella giornata di giovedì 10 settembre potrebbe aver notato un gruppetto di anatidi nella zona centrale della antica salina e verso la piccola isola di terra che emerge sul lato meridionale della laguna. Si trattava di un piccolo stormo di sei esemplari di alzavola (Anas crecca), anatre molto fedeli alle loro tappe durante la migrazione, che potrebbero aver già frequentato San Giovanni durante i loro viaggi degli anni passati.

Sul lato settentrionale presso la piccola spiaggia interna era invece un gruppetto di limicoli composto da due esemplari di corriere grosso (Charadrius hiaticula) e da un giovane piovanello pancianera (Calidris alpina) dal piumaggio in trasformazione verso la livrea invernale. 

Come ho già scritto in altri articoli a complemento di immagini delle varie specie frequentatrici di questa piccola laguna e ho ripetuto nella mia più recente pubblicazione “Appunti Elbani”, dove ho dedicato un piccolo capitolo allo specchio acqueo delle Antiche Saline, il bacino presso l’odierno complesso termale di San Giovanni e il parco delle terme, costituiscono ancora un’importante zona frequentata dall’avifauna stanziale e migratrice regalando sorprese agli appassionati ornitologi e ai fotografi naturalisti: seppur luoghi molto frequentati dal pubblico per passeggiate e attività sportive continuano a rappresentare rifugio e habitat per alcune importanti specie di uccelli e presidio di biodiversità marina e terrestre.

Oltre che dalle presenze più regolari e costanti nell'intero anno, il bacino è frequentato dai migratori che trovano ristoro durante i lunghi spostamenti sulle loro impegnative rotte, specialmente nei periodi primaverili e autunnali, magari in corrispondenza dei momenti più difficili, vale a dire in occasione dei passaggi di violente perturbazioni che mettono alla prova i volatili e li costringono a necessarie soste per recuperare le energie.

Purtroppo delle ampie lagune un tempo esistenti e poi distrutte dall’attività industriale degli altiforni nella prima metà del XX secolo resta oggi solo un fazzoletto e il ricordo di quei più vasti specchi acquei, straordinario sito per i migratori, come dice il bravo ornitologo Giorgio Paesani, rimane ancora nella memoria genetica degli uccelli acquatici. 

In quei “lagoni”, dei quali si lamentava già la progressiva riduzione ai primi del Novecento, il naturalista elbano Giacomo Damiani aveva allora effettuato così tante osservazioni e riempito la sua vasta collezione di uccelli imbalsamati poi esposta anche presso la Galleria Demidoff di San Martino. 

Tornando ai nostri giorni, al mio già numeroso elenco di specie ritratte fotograficamente a San Giovanni e rappresentata da Cavaliere d’Italia, Airone Bianco Maggiore, Fenicottero, Airone Rosso, Airone Guardabuoi, Airone Cenerino, Garzetta, Piro Piro Piccolo, Piro Piro Boschereccio, Corriere Piccolo, Pantana, Sgarza dal Ciuffetto, Nitticora, Martin Pescatore, Cormorano, Sterna Beccapesci, Gallinella d’Acqua, Beccaccia di Mare e Smergo si aggiungono così ora anche l’Alzavola, il Piovanello Pancianera e il Corriere Grosso. 

Foto di Antonello Marchese Parlando di natura e delle saline di San Giovanni è doveroso ricordare la dolorosa scomparsa nei giorni scorsi del bravo e sincero fotografo naturalista elbano, Giuliano Frangini, che proprio a San Giovanni aveva trascorso molto tempo per documentare la vita della sua isola: maestro di fotografia di natura già dai tempi della pellicola ha fatto scuola ad altri fotografi tra i quali il sottoscritto. Giuliano, celebre ritrattista e ricercatore nel campo delle orchidee, documentava però tutta la natura isolana: farfalle, insetti, piante, fiori, uccelli erano familiari al suo obiettivo. Presso la laguna di San Giovanni si era dedicato a ritrarre uno dei più colorati e singolari ospiti del sito, il Martin Pescatore, che aveva documentato utilizzando appostamenti e altri stratagemmi fotografici, realizzando uno straordinario primo piano dell'animale con una preda, un piccolo pesce nel becco, che gli era valso il primo premio del concorso di fotografia naturalistica bandito dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. A Giuliano va il mio saluto e alla famiglia le condoglianze per la dolorosa scomparsa. (Antonello Marchese) 

Indietro sabato 12 settembre 2020 @ 09:32 © Riproduzione riservata

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