Le motivate tradizioni religiose all’Isola d’Elba

Di Alberto Zei

Chiesa

La chiesa di Santa Caterina

Uno sguardo alle radici
L’Elba è un’isola appartenente nella storia al profondo contesto cristiano, soprattutto medioevale e rinascimentale. Non desta pertanto alcuna meraviglia che il suo territorio sia costellato anche nelle zone più impervie, di chiese, chiesette e santuari. Tra questi vi sono luoghi di culto ancora in uso ed altri, molti altri, decaduti e abbandonati ma che fanno evincere l’esistenza di una significativa coesione tra la popolazione che all’epoca li frequentava. Da questa osservazione e da quella della zona in cui sono stati costruiti si può dedurre il rango sociale e rurale della popolazione, poiché salvo qualche eccezione, la devozione alle Entità cristiane a quei tempi di difficoltà esistenziale coinvolgeva pressoché, tutte le zone abitate.

L’ indole degli elbani
Altra deduzione che per analogia di contegno riguarda gli elbani, è quella dell’indole di coloro che dai tempi che furono, hanno abitato l’isola. L’orientamento dei luoghi di culto dell’Elba in questo senso è molto eloquente per il fatto che nessuna chiesa ha un punto cardinale di riferimento. Al contrario, nel passato remoto dell’archeologia etrusca ogni luogo sepolcrale era precisamente orientato verso altrettanti precisi punti cardinali, così come dimostra il meticoloso studio del Prof. M. Zecchini e del Prof M. Preti recentemente pubblicato dal titolo “Fortezze etrusche nell’ Elba..”
L’ingresso delle chiese nell’ Isola non è infatti riferito ad alcun punto cardinale di preferenza; tutti quanti gli ingressi sono rivolti ovunque ma nessuno di questi verso il mare.
La caratteristica fu notata anche dal Prof. Serristori in una vecchia intervista ritrovata sugli archivi di Elba Notizie: caratteristica molto importante per comprendere come gli elbani sin da allora, avevano creduto nelle proprie risorse e nei propri valori che intendevano difendere dal mare da cui provenivano pericoli di ogni genere.

La chiesetta di Santa Caterina
Si legge in questa intervista la storia che ha accompagnato la costruzione della chiesa di Santa Caterina, edificata sulle alture di Rio e orientata verso il mare. La leggenda che con la sua fantasia rappresenta pur sempre una sorta di immaginario collettivo, narra che la notte dopo aver terminato la sua costruzione, la chiesa ruotò con le sue fondamenta, l’ ingresso e l’ altare dalla parte interna dell’isola. Da questa ingenua narrazione si evince che gli abitanti di quei luoghi si erano così resi conto che gli altari dovevano essere rivolti verso l’ interno dell’ Isola per proteggere loro stessi con le proprie preghiere, dalle insidie che provenivano dal mare.

L’orientamento dei luoghi di culto
Le chiese edificate all’ Elba nel passato, non sono quindi, rivolte verso il mare in quanto alle varie Entità religiose di culto, gli abitanti chiedevano protezione, per le loro vite o per ciò che di pregiato avevano ottenuto dal duro lavoro. Così è stato con il Duomo di Portoferraio e la chiesa di Rio Marina; ma anche ad esempio per la chiesa di San Rocco, per quelle di San Giacomo e Quirico per il santuario della Madonna del Monte collocato sull’ ampio piazzale con spalle al mare., così per altre anche se non c’ è da escludere qualche eccezione sempre possibile.
Gli elbani come detto, temevano, la presenza ostile di chi approdava sulle coste dell’ Isola e portando loro danni, lutti e rovine.
Si ricorda ad esempio, il pirata Barbarossa il suo successore, Dragut i quali costituivano serissimi problemi di sicurezza per la vita e per le risorse delle popolazioni rivierasche che non solo depredavano ma deportavano in schiavitù.
D’altra parte, la fondazione di Cosmopolis in luogo di Fabricia, ha rappresentato la necessità di istituire all’Isola d’Elba un punto stabile di riferimento navale a difesa delle coste, soprattutto del Gran Ducato di Toscana.
Dunque gli elbani dal mare dovevano soprattutto difendersi. Ecco perché gli ingressi e gli altari delle chiese sono rivolti verso l’interno dell’Isola, ossia verso luoghi abitati per essere protetti dalla potenza divina a cui fermamente gli stessi credevano.

Il radicato convincimento
Una ulteriore conferma delle necessità del passato è che anche adesso l’ Elba avrebbe bisogno di orientare gli altari dei moderni luoghi di culto verso terra, visto e considerato il risultato di coloro che da oltre Canale si prodigano per “aiutare” gli elbani. Ma a che cosa?
Alla lucrosa gestione delle maggiori risorse economiche e imprenditoriali dell’ Isola, come ad esempio quelle marittime.
Ogni area remunerativa all’ Elba è stata occupata, da qualche Ente, compresa quella dell’ acqua che dobbiamo bere. Ma con quale risultato? Tanto da sentir dire da quasi ogni Bar alla richiesta di un bicchier d’ acqua naturale: “Guardi che all’ Elba l’acqua non è potabile!“ 

Indietro venerdì 11 settembre 2020 @ 09:37 © Riproduzione riservata

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