Viabilità a Portoferraio, le considerazioni dell'Ex Sindaco Giovanni Fratini

Di Giovanni Fratini

Portoferraio

Foto dell'archivio

Le novità introdotte alla viabilità in Calata Italia non hanno avuto un gran “successo di pubblico”. Scontenti i commercianti, scontenti i residenti nella zona, scontenti tutti quelli che devono partire, fare il biglietto, chiedere informazioni alle Agenzie. Con il venir meno del doppio senso di marcia è difficile capire la cancellazione dei posti per la sosta a lisca di pesce. Come resta difficile accettare la scomparsa di altri posti sul lato sinistro della calata in entrata da piazzetta Citi. In sostanza è stata ridotta drasticamente la possibilità di sosta in una zona che non è soltanto portuale, ma anche commerciale e residenziale. Le infrastrutture portuali a Portoferraio, a differenza di quelle di Livorno o Piombino, sono strettamente connesse al centro cittadino. Sono state disegnate diverse corsie per l’imbarco perpendicolari al palazzo Vanoni, costringendo gli automobilisti a non piacevoli gimcane. Forse era meglio disegnarle diversamente. In calata è stata poi prevista una corsia in senso contrario alla direzione di marcia per facilitare l’incolonnamento degli automezzi delimitandola con un cordolo che si è rivelato quanto mai pericoloso per l’incolumità pubblica. E’ stato posizionato un posto per le categorie protette in modo molto infelice.Pochi spazi riservati alle moto e mi sembra che siano state dimenticate le biciclette. Non è stata installata una adeguata segnaletica direzionale e turistica.Chi sbarca, ad esempio, all’alto fondale e può andare a destra verso il centro storico o le nostre spiagge bianche e a sinistra in tutte le direzioni, vede solo un cartello contenente la semplice scritta “Uscita- Exit “.

Per iniziativa della Amministrazione comunale sono stati effettuati, in questi giorni, alcuni sopralluoghi con la presenza del Sindaco e dell’Assessore alla polizia municipale e si è deciso, intanto, di eliminare quel maledetto cordolo. C’è da augurarsi che siano state concordate altre modifiche.

Credo che dal 2014 esista un accordo scritto tra l’Amministrazione e l’Autorità portuale che impegna quest’ultima ad eseguire a sue spese tutti i lavori per la manutenzione della viabilità non solo nella zona più propriamente portuale e della segnaletica. Bene! Resta il fatto, però, che la competenza ad emettere le odinanze per la regolamentazione della circolazione e della sosta appartiene al Comune e non all’Autorità. La Calata Italia è una strada urbana, inserita nel centro abitato ed è di proprietà del Comune. Nulla cambierebbe anche se appartenesse, in tutto o in parte, al demanio marittimo. Il Codice della strada, all’art.7, è molto chiaro.

Un’altra considerazione. Forse l’Autorità portuale dovrebbe non prevedere partenze troppo ravvicinate tra loro. Che senso ha autorizzarne tre alle 18,30 ( Blu navy), alle 18,35 ( Corsica ferry) e alle 18,40 ( Moby)? Una alle 11,00 ( Toremar) e una alle 11,05( Corsica)? Una alle 8,30 della Moby e una alle 8,40 della Toremar?In più il sabato e la domenica c’è anche una partenza della Corsica alle 8,45. Altre partenze, inoltre, sono programmate a distanza di appena 15 minuti che spesso si riduce, per ritardi nelle operazioni di sbarco o di imbarco. Non sarebbe più saggio stabilire partenze più distanziate e dilatare, nel periodo estivo, la fascia oraria dei collegamenti con il continente con un’ ultima corsa da Portoferraio almeno alle 22,00 e da Piombino, finalmente, alle 23,30? O si deve solo assecondare la sfrenata competizione tra le diverse Compagnie? Partenze quasi contemporanee non offrono certo un servizio migliore per chi deve raggiungere il continente. Non garantiscono che le manovre nei porti avvengano in tutta sicurezza. In passato sono stati spesso negati i così detti slot accampando ragioni di sicurezza. In più determinano massicce concentrazioni di automezzi che producono inevitabilmente inquinamento e, a mio modesto avviso,non consentono un uso razionale dei piazzali di imbarco, in particolare quello dell’alto fondale e l’altro recentemente realizzato. Basta vedere il caos che si verifica quando la Blu navy parte alle 18,30 dall’alto fondale e la Corsica ferry, alle 18,35, dal molo Massimo lato nord. E come avvengono, invece, in tutta tranquillità le operazioni di imbarco quando la Corsica parte alle 11,05 e la Blu navy alle 12,15.In sostanza, rivedendo certi orari e prevedendo un buon lasso di tempo tra le partenze da quei due moli, forse non sarebbe neppure necessario occupare la calata Italia.

Una cosa è stata “indovinata”: la demolizione della vecchia biglietteria della Toremar sotto il palazzo Vanoni, da qualche anno chiusa e trasformata in un box pubblicittario per il duo Moby-Toremar. Finalmente non esiste più. Ma un altro “sconcio” è sbocciato a pochi metri di distanza e sembra inestirpabile: un vecchio distributore di carburante abbandonato ormai da anni. L’area su cui insiste appartiene al demanio marittimo ( non sarebbe il caso di rivederne i confini?) e quindi attualmente rientra nella competenza dell’Autorità portuale la eventuale revoca della concessione. Perché non revocarla e procedere alla demolizione dell’impianto, trasformatosi ormai in un ricettacolo di immondizia, in una bruttura che vanamente si è cercato di nascondere? D’altra parte è pensabile oggi una operazione di “restauro” che sia rispettosa del vincolo paesaggistico, delle previsioni del piano urbanistico comunale e delle vigenti norme di sicurezza? Non è un bel biglietto da visita per la nostra città, che ne ha già altri, nella zona portuale, purtroppo! Penso alla Gattaia recuperata solo a metà e allo scorticato palazzo Coppedè, “abbellito”, sotto il porticato, da erbacce e da una vera e propria discarica.

Giovanni Fratini

Indietro giovedì 23 luglio 2020 @ 09:32 © Riproduzione riservata

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