Le Terme al Cavo vanno fatte ma senza l'avventurismo della maggioranza

Di Gruppo Consiliare TERRA NOSTRA

Cavo

Foto dell'archivio

Le terme al Cavo si devono fare perché lo sfruttamento dell’acqua calda ritrovata sul sito, può rappresentare un incredibile volano di sviluppo per tutta la frazione, ed anche per i paesi limitrofi. E’ essenziale partire con procedure mirate, strategie intelligenti, percorsi condivisi e trovare sinergie funzionali. Tutto l’esatto contrario di ciò che è stato presentato all’ ultima seduta di Consiglio Comunale. Superficialità, improvvisazione, risultati legati al caso, alla fortuna, alla buona sorte. Un dilettantismo incredibile del Sindaco Corsini, che potrebbe compromettere il percorso. Può anche “girargli” bene, ma la strada non è quella di affidarsi alla dea bendata. Non si può redigere una variante importante come questa, in un territorio fortemente vincolato da limiti preesistenti (PIT, PNAT, fascia costiera, etc.) senza preventivi accordi con la Regione Toscana. Non si fa una programmazione, mettendo gli Enti di indirizzo programmatico di fronte al fatto compiuto: prendere o lasciare. Le cose si ragionano, si studiano assieme, si concordano, soprattutto quando sono così complesse. Chi c’era prima era tonto, ed ora è arrivato quello bravo? Le cose non sono tutte bianche o tutte nere. La variante non è accompagnata da uno studio di fattibilità e compatibilità economica sulle reali potenzialità che Cavo può offrire sfruttando le sue acque, accompagnato da uno studio prospettico sul tipo di termalismo che si debba fare. Non è la stessa cosa progettarle sul Monte Capanne o al Cavo. Ed allora, non va bene fare qualunque tipo di terme, <>: bisogna fare le terme giuste, quelle che incontreranno i gusti del pubblico e avranno una prospettiva di rendita certa negli anni del 2030 (non prima, altrimenti ci prendiamo in giro). Il termalismo, è in crisi in tutt’Italia; i flussi di clientela e i gusti sono mutati: non si può fare una cosa <>, ma fare invece la cosa giusta, partire col piede giusto. E poi, con chi ne hanno parlato? Cosa ne pensano gli operatori del posto, verso i quali il Sindaco mostra disprezzo, sostenendo pubblicamente che al Cavo nessuno può fare certe cose? Perché non fa un bando pubblico? Ha deciso lui per tutti? Ne ha parlato con gli albergatori per concordare quali ricadute, quale possibile distribuzione della risorsa, quali possibili interventi e benefici per i residenti? Inoltre, la variante prevede solo 3700 mq di costruzione, per tutto: albergo , piscine, centri servizi: poco più che un condominio, dato che la strada della variante “semplificata” scelta dal Sindaco non consente ulteriori cubature. Perché non redigere una variante ordinaria, che potrebbe offrire maggiori prospettive? Ripetiamo che TERRA NOSTRA vuole fare le terme al Cavo, e proprio per questo, ritenere che il Comune deve essere agnostico perché gli oneri sono sul privato, è convinzione sbagliata: se il privato non facesse in maniera utile l’investimento, non può essere che ciò non debba interessare la pubblica amministrazione, come ha sostenuto il Sindaco in Consiglio: è invece l’esatto contrario, perché se si sbaglia, Cavo non decollerà, si rimarrà peggio di ora, e con il territorio ancora più compromesso. E i cavesi dovranno sapere chi ringraziare.

Gruppo Consiliare TERRA NOSTRA

Indietro mercoledì 22 luglio 2020 @ 10:57 © Riproduzione riservata

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