Ecco perché l'ambulanza infermieristica equivale a quella con il medico

Riceviamo una lettera che vuole chiarire definitivamente i termini della questione.

Sanità

Foto dell'archivio

La notizia rimbalzata sulla stampa nei giorni scorsi sul paventato taglio dell’ambulanza medicalizzata di Porto Azzurro, dove il servizio sarebbe assicurato da un mezzo India dotato quindi solo di personale infermieristico continua a far discutere. L’argomento è anche uno dei punti all’ordine del giorno previsti nel corso della conferenza dei sindaci sulla sanità, convocata dal presidente Angelo Zini alle 11,30 di lunedì 15 giugno.
Riceviamo una lettera che vuole chiarire definitivamente i termini della questione. Ecco il testo integrale:

“Sono la legge e la scienza a dirlo, oltre che all'alta evoluzione professionale infermieristica dettata dagli studi universitari e dai percorsi formativi specifici nell'ambito dell'emergenza-urgenza. È un concetto ormai affermato.
In tutto il mondo, in tutte le altri parti d’Italia ed in tutto il resto della Toscana sono già presenti ambulanze infermieristiche che garantiscono standard qualitativi di soccorso elevati anche nei casi più gravi di salute. Molte e inequivocabili sono le norme atte a riconoscere l'infermiere come professionista autonomo ad operare su mezzi di soccorso avanzato. È attraverso il Decreto Ministeriale 17/12/2008 che viene circoscritta la definizione di mezzo di soccorso avanzato quando si parla di ambulanza infermieristica allo stesso pari di quando vogliamo darla all'ambulanza con il medico piuttosto che all'automedica. È poi la Delibera N. 237 del 08-04-2013 della Regione Toscana che, richiamando principi già strutturati dal 1992 da Decreto del Presidente della Repubblica, riconosce il livello di autonomia professionale dell’infermiere nel soccorso in ambulanza attraverso l’esecuzione di manovre, compresa la somministrazione di farmaci, salvavita o comunque atte a salvaguardare le funzioni vitali, previste da linee guida internazionali. Una risposta autorizzata e diretta dunque anche a tutte quelle che sono anche le reti tempo-dipendenti che specie in un territorio come l’Isola d’Elba possono fare la differenza anche con il supporto dell’elisoccorso richiedibile da parte dell’infermiere: protocolli che lo autorizzano a gestire l’infarto, l’ictus, il trauma. E non solo, l’assistenza verso il paziente è anche garantita attraverso una formazione avanzata in merito a: arresto cardiaco, difficoltà respiratoria, gestione avanzata delle vie aeree con intubazione, decompressione pneumotorace iperteso, aritmie, crisi convulsive, ipoglicemie, overdose, anafilassi, parto in emergenza, trattamento del dolore, ustioni, morso di vipera, solo per citare alcune delle principali casistiche. Negli anni trascorsi abbiamo assistito a potenziamenti estivi con figure mediche che hanno riportato poi nelle statistiche conclusive un’appropriatezza operativa inferiore ad 1 caso su 10. Il medico è sempre il medico di rete. Nulla da togliere alla figura professionale medica, ma per rispondere a questo è necessario allora parlare di appropriatezza del contesto in cui il medico può mettere a frutto il suo percorso di studi. Un'appropriatezza supportata dalla scienza e non da pareri di esterni ai lavori, come quelli che si sono susseguiti in questi giorni sulla stampa locale, caratterizzati da interessi che di gran lunga si distaccano dal reale impegno nei confronti della salute del cittadino. Numerosi sono gli studi internazionali che hanno evidenziato come in contesti di emergenza-urgenza territoriale gli esiti dei pazienti trattati da team infermieristici specializzati siano paragonabili a quelli trattati da team medici. È da questo che si evince come il medico dell'emergenza possa fornire il proprio fondamentale contributo diagnostico-terapeutico laddove effettivamente abbia gli strumenti, la possibilità clinica ed il supporto dei colleghi specialisti per farlo, ovvero all'interno del Pronto Soccorso. Gli organici dei medici dei Pronto Soccorso, compreso quello elbano, sono attualmente in forte carenza ed è proprio da qui che dovremmo ripartire per tornare a garantire un'offerta medica in questi setting che sia all'altezza di dare una risposta che un territorio peculiare come quello dell'Isola e non solo si merita di continuare a ricevere”.

Lettera firmata 

Indietro lunedì 15 giugno 2020 @ 08:37 © Riproduzione riservata

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