Piano Colao, il modello toscano sulle alleanze formative sarà esteso a tutta l'Italia

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Sono state rese pubbliche, martedì 9 giugno, le schede di lavoro sulle iniziative per il Rilancio Italia 2020-2022, il cosiddetto piano Colao, redatto dal comitato di esperti in materia economica e sociale incaricato dal governo di formulare proposte per favorire la ripresa economica del Paese.

“Tra le proposte del gruppo guidato da Vittorio Colao, quella sulla formazione delle figure professionali richieste dalle imprese riprende alla lettera e rilancia su scala nazionale il modello toscano, basato sulle alleanze formative tra istituzioni scolastiche, università, agenzie di formazione professionale e imprese e sulla concentrazione dei finanziamenti nelle filiere strategiche”, evidenzia l'assessore a Formazione, istruzione e lavoro della regione Toscana, Cristina Grieco, che per questo esprime “grande soddisfazione”.

Le filiere strategiche sono identificate sulla base di tre dimensioni: capacità, da parte della filiera di creare lavoro (saldi tra avviamenti e cessazioni); qualità e tipologia del lavoro attivato nelle filiere, per contenuto, stabilità e professionalità; competitività delle filiere (collegata alla presenza di imprese dinamiche e, più in generale, alla capacità di catturare la domanda estera).

“Abbiamo incontrato uno dei tecnici del gruppo Colao, la professoressa Raffaella Sadun, qualche settimana fa, e le abbiamo illustrato le scelte che stanno alla base del modello toscano di educazione, istruzione e formazione e i risultati che abbiamo raggiunto”, spiega l'assessore Grieco. “Sono molto soddisfatta di questo riconoscimento e della volontà, che il comitato sta mostrando, di valorizzare, replicare e sostenere a livello nazionale le esperienze migliori”.

Nel ciclo di programmazione 2014-20 il tasso di abbandono scolastico e formativo è costantemente diminuito, in Toscana: è stato del 10,4 per cento nel 2019, a fronte di una media italiana del 13,5 per cento. La Toscana è già sostanzialmente allineata con l'obiettivo europeo per il 2020, malgrado sia partita, nel 2014, con un tasso di abbandono del 13,8 per cento, a fronte di una media europea, nello stesso anno, dell'11,2 per cento.

Il tasso di inserimento occupazionale delle persone formate è molto aumentato, rispetto al ciclo di programmazione precedente.

“E' un obiettivo centrato quello che ci stava più a cuore, per la formazione. Ora è importante che anche il sostegno dello Stato si concentri sull'educazione, l'istruzione e la formazione, per evitare che il 2020 sia l'anno delle disuguaglianze, non solo economiche, e che una parte importante del nostro lavoro sia vanificata dalla crisi”, conclude l'assessore regionale. “Del resto, gli investimenti nelle persone, lo abbiamo sempre sostenuto, hanno un ruolo cruciale, nelle politiche di sviluppo. E' dalle persone, perciò, e dalle loro capacità, che un piano di rilancio deve partire”.

Indietro venerdì 12 giugno 2020 @ 07:49 © Riproduzione riservata

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