L'Elba mafiosa e l'Elba dei drogati?

Di Giovanni Muti

Elba

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Giovanni Muti

Ho letto con interesse gli interventi di Rossi e di Fratini su una vicenda di droga e ho letto con piacere anche l’intervento della dott.ssa Brandi che l’ha ridimensionata molto. Non entro nel tema sollevato da Fratini anche se condivido quello che dice.

Mi limito solo a rilevare una coincidenza che me fa riflettere. 

Il titolo ELBA DEI DROGATI, che come dice Fratini fa pensare ad un’Elba piena di drogati, mi ha fatto pensare L’ELBA MAFIOSA il titolo di un articolo che scrissi 2006 che, anche questo, fa pensare ad un’Elba piena di mafiosi. Ma che però, avendo la convinzione che la Mafia non ci fosse, aveva lo scopo di attirare l’attenzione per denunciare la campagna assurda che si stava facendo contro la Mafia. Una campagna, sui giornali, con manifestazioni, con carovane antimafia e che culminò, poi, con il famoso e clamoroso appello di un gruppo di intellettuali che vedevano addirittura i comuni come covi mafiosi. Lo puoi leggere qui http://greenreport.it/web/archivio/show/id/4449

Naturalmente questi intellettuali che quasi tutti vivevano fuori del’Elba, se ne erano convinti leggendo quello che scrivevano le associazione ambientaliste guidate da Legambiente. Non lo dico solo io, che li accusavo di rovinare l’immagine dell’Elba, lo conferma, clamorosamente, nella presentazione, Greenreport il giornale ambientalista che lo pubblicò: 

“E’ un appello che riprende gli allarmi lanciati in questi anni da associazioni ambientaliste come Legambiente, dall associazione Caponnetto e che il 25 novembre portò sull’isola la carovana antimafia organizzata da Libera" (l’associazione contro le mafie diretta da Don Ciotti).

Questo appello antimafia firmato da alcuni professori universitari,  rimane  uno dei documenti  più incredibili degli ultimi anni. Questi intellettuali amici dell’Elba, grazie agli ambientalisti e a certa stampa “Pompatora“ , (cosi la definivamo), avevano fatto una scoperta: i comuni dell’Elba erano in mano alla mafia. E questa drammatica verità doveva essere rivelata agli elbani. E non essendo dei coglioni (alcuni di loro erano professori universitari) sapevano che in un paese cattolico per rivelare una verità era meglio essere in dodici.  E dodici furono, come gli apostoli.


Che cosa diceva quel documento? 

L'Elba tutta doveva unirsi a loro. Per fare che cosa? "Per chiedere, tutti insieme, al Governo, alla Regione, e (Attenzione!) e alla Magistratura, un esame immediato delle strutture  amministrative a tutela dell'ordine e della giustizia dell'isola, al fine di prendere tutte le misure che s'impongono perché, i comuni, sono stati spesso non un presidio contro, ma un vicolo  ulteriore di degrado civile". Siccome si parla di mafia vuol dire che i sindaci avevano una funzione mafiosa. Quindi dovrebbero essere e sostituiti da un commissario e poi passare ad un unico comune per controllarlo meglio. Qui si parla di qualcosa che, detto da persone di quel livello culturale, ha dell’incredibile. Ma le boiate, hanno le gambe corte come le bugie. Neanche una settimana dopo, in un convegno sulla Mafia organizzato alla Caserma De Laugier, sempre organizzato dai Combattenti Antimafia Elbani avviene qualcosa di clamoroso e definitivo. Il Prefetto di Livorno in persona si rivolge all’assemblea con l’aria annoiata di un maestro che parla ad una classe di somari, scandendo lentamente queste parole: 

"Ho partecipato a 250 riunioni sulla sicurezza pubblica per problemi della provincia di Livorno e non è mai emerso il dato di una presenza mafiosa all'Elba... non esistono fenomeni del genere all'Elba, lo smentisco nella maniera più categorica, e lo posso dire perché i dati che mi danno le forze dell'ordine sono indirizzati in questo senso

La più imponente concentrazione di antimafiosi della storia dell'isola rimane gelata: ha appreso che la “guerra santa” contro la mafia non si poteva fare per assenza di Mafia .

Il movimento “Elba 2000”, che aveva sempre ironizzato contro questo teatrino antimafia, commentò: 

"La spinta propulsiva" antimafia, che teneva da settimane alcuni politici elbani in una estenuante fase preorgasmica, si è improvvisamente e miseramente afflosciata come una patetica erezione senile. La causa: una secchiata d'acqua gelida lanciata dal Prefetto in persona, di quelle che si tirano ai gatti in calore”.

La botta fu talmente spietata e l'umiliazione e il senso di frustrazione così forti che, a decine di ore di distanza, alcuni di loro vagavano per i vicoli di Portoferraio come naufraghi, non ricordandosi chi erano né dove andavano.  Qualcuno, con gli occhi Rossi, frignava ancora: "Ma allora, noi non abbiamo capito una Sega?" E già! Quando te lo dimostrano i fatti , non c’è via d’uscita. Certo che coloro che fanno queste esperienze dovrebbero rivedere l’immagine che hanno di loro stessi. Dovrebbero ammettere onestamente di avere dei limiti . Questo servirebbe a non ripetere gli stessi errori , come qualcuno li sta facendo in questi giorni all’Elba con la vicenda della droga.  

Giovanni Muti

Indietro sabato 23 maggio 2020 @ 09:28 © Riproduzione riservata

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