Turismo all’Elba: nulla va aperto se non con la massima sicurezza

Di Jacopo Bononi - Promotourism Snc

Turismo

Lo sguardo che capita di dare alla politica italiana in questi utlimi giorni è a dir poco sconcertante. Dal mattino fino alla sera siamo bombardati da una follia mediatica senza precedenti e le decisioni del Governo sembrano andare nella stessa direzione di questa follia o viceversa. Nulla segue il minimo elemento di razionalità. I morti stanno aumentando in termini assoluti e la apparente stasi della diffusione del virus in zone del centro sud sembra dovuto a due fattori, ossia il fatto che si siano avvisate in tempo le popolazioni del sud e date in tempo le regole di chiusura totale. Solo queste due cose hanno impedito la catastrofe assoluta in una zona dove il sistema sanitario sarebbe collassato in poco tempo.

Da qualche giorno è cominciato nel Bel paese il Festival delle riaperture e tutti sono pronti con divisori fai da te e split di disinfettante. Le pressioni sul Bel Conte sembrano davvero sortire effetti miracolosi tanto ne è vero che si leggono titoli sui principali quotidiani dove si legge: ‘pronti a riaprire prima bar e ristoranti’. La discrasia evidente tra la realtà pandemica e la realtà economica, al punto ormai del non ritorno, spinge ognuno verso la sua direzione. La verità è che siamo ad un mese di ritardo tra il decreto promesso a Aprile e la sua reale messa in atto. Non ci sono i soldi. Quelli fintamente dati come prestiti capestro dal precedente decreto si sono rivelati per quello che erano e che dalle prime ore avevamo già smascherato, senza essere Nostradamus: bastava leggere e capire. Ora anche il famoso paragrafo dei cosidetti ‘crediti deteriorati’ è arrivato al pettine della realtà e migliaia di aziende in affanno si sono sentite dire un ‘bel arrivederci alla prossima’ per magari una rata pagata in ritardo: il famoso ‘atto d’amore’ contiano si è tradotto in una ‘sveltina’ per il nostro autotutelante sistema bancario.

In questo totale disastro comunicativo e legislativo la nostra realtà elbana è sul ciglio del baratro. Anche qui da noi l’opzione ‘saltiamo la stagione’ è solo per ora l’unica alternativa al ‘facciamo un bel salto nel buio aprendo ai turisti’ che sarebbero tutti potenziali untori in tutti i diversi ambiti del nostro settore. Noi che ci occupiamo in prima linea del problema attendiamo ‘buzzatianamente’ nel deserto delle idee delle concrete linee da ottemperare che siano non suggerimenti, ma legge da applicare. Le settimane passano intanto e si badi bene siamo i primi che vorremmo aprire le nostre attività, almeno da Giugno e lo stesso vale per i nostri clienti che prenotano attraverso i canali digitali come e più di sempre, pur tuttavia riservandosi, come è ovvio, la possibilità di disdire senza rimetterci un euro, attendendo loro come noi di sapere se e quando potremo riaprire i confini regionali. Come ha detto difatti con intelligente sarcasmo Bocca di Federalberghi: ‘ … ho un hotel a Roma tra gli altri, ma cosa lo apro a fare se devo contare sui turisti che vengono da Pomezia?...’ Lo stesso vale per noi elbani: se non sarà possibile raggiungere lo Scoglio, almeno da tutta Italia, non avrà senso provare a ripartire.

Stiamo predisponendo da settimane un percorso di sicurezza dettagliato sulla sicurezza e la messa in pratica azienda per azienda delle direttive che saranno perfezionate. Abbiamo avuto critiche feroci in privato per aver tentato di dare una soluzione pratica al problema, siamo stati ‘scaricati’ dalle cosidette Autorità locali e territoriali per aver proposto una soluzione pratica, che ha un costo ovviamente anche se minimo, perché in fondo ‘il fai da te’ nazionale e governativo si riverbera anche sulle realtà locali in una fiera del pressapochismo e dell’ incertezza che non ha precedenti.

Perseveriamo tuttavia con ostinata razionalità perché siamo convinti che se non saranno prese le necessarie e dettagliate precauzioni potrà essere davvero un dramma epocale quello che ci attende. Intanto ognuno fa i suoi affari e invece di proporre un piano dettagliato per la disinfezione ad esempio di una camera, dopo un soggiorno, che potrebbe anche prevedere la sospensione per una notte del soggiorno successivo per una accurata sterilizzazione di ogni punto della stessa, propone l’uso di macchinette di ozono, vendute a caro prezzo, che chissà se saranno utili in un materasso dove potrebbe aver dormito, respirato e sudato un contagiato. Questo per fare un esempio pratico e ne abbiamo mille di aspetti che devono essere affrontati con serietà e attenzione per evitare che in poche settimane l’isola sia una ‘Codogno’ senza il minimo proporzionale supporto sanitario, data la provvisorietà del nostro nosocomio, come già più volte e da più autorevoli personalità messo in evidenza.

‘Si, si faranno le vacanze, saranno diverse con l’uso dei DPI, ma si faranno…’ così il nostro Ministro per competenza Dario Franceschini ci rassicura. Avrà letto il progetto ‘Elba Sicura’ così ben pompato su tutti i canali on line e della carta stampata, magari dove si legge, testualmente: (…) le strutture sono state riorganizzate per rispettare le distanze in piena sicurezza, a vantaggio degli ospiti che potranno godere di un’area di confort più ampia con un comodo e inconsueto utilizzo degli ambienti all’aperto’ oppure ‘inoltre, per rendere la vacanza ancora più speciale, saranno incrementati i servizi presso gli hotel, come per esempio la cena in terrazzo o in camera (senza sovrapprezzi), proposti da varie realtà. Oppure a seguire: (…) la vacanza all’Elba offrirà anche però qualcosa in più, come per esempio una cena sul balcone dell’appartamento o della camera, a tu per tu con il tramonto, con un menù gourmet tipico elbano pronto da assaggiare o un aperitivo da gustare nell’ora più dolce della giornata portato direttamente a casa. Chi la sera vorrà sfruttare le ore più belle della giornata sul mare potrà inoltre ordinare la spesa online e farsela recapitare presso la spiaggia scelta, pronta per essere ritirata prima di andare a casa e senza preoccupazioni di orario, oppure farsela portare al proprio domicilio.(…) Ed infine: (…) cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure? (…) Ops, mi scuso per il refuso, questo è un brano dello splendido best seller di Lewis Carroll che ha incantato intere generazioni, anche contemporanee, pur essendo stato composto in piena Età Vittoriana. Ecco, forse è ‘tempo di basta’.

Basta belle parole e buoni propositi, basta annunci di grandi piani Marshall senza alcun fondamento nella concretezza delle cose, basta appelli ai tramonti e alle luminose scogliere che ci faranno passare un’estate meravigliosa. Abbiamo un ‘mostro’ che minaccia la nostra esistenza e con lei la nostra Civiltà, non sappiamo se ci sarà un vaccino e quando, non abbiamo una cura salvifica, né nella nostra Elba potrà esserci un minimo possibile esito fausto all’orizzonte in caso di pandemia incontrollata. Va impedito che si apra al virus aprendo ai turisti e per farlo vanno ‘severamente e legalmente imposte’ restrizioni agli esercenti, di ogni categoria, seguendo indicazioni e norme, serie e codificate, altrimenti, davvero, e lo dice chi si batte per il contrario, meglio tenere tutto chiuso.

Jacopo Bononi
www.promotourism.it 

Indietro giovedì 7 maggio 2020 @ 10:52 © Riproduzione riservata

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