Dalla Sardegna uno stimolo a correre verso provvedimenti molto pratici

Di Jacopo Bononi - Promotourism Snc

Turismo

Il ministro Dario Franceschini a Marciana Marina

L’intervento recente del Ministro Dario Franceschini ci conforta nella nostra convinzione che il rilancio della stagione turistica deve passare dalla messa in pratica di nuove normative dicendo: (…) nel corso del positivo confronto si e' discusso in particolare il tema del bonus vacanze da destinare al sostegno del turismo interno, verificandone la portata, la durata e le modalità di erogazione alle famiglie e al contempo vagliando le possibili sinergie virtuose con eventuali iniziative già avviate dalle Regioni a favore di soggiorni in strutture alberghiere e stabilimenti balnerari. Il Mibact ha inoltre chiarito che (…) sono state valutate le esigenze espresse dalle Regioni, quali la creazione di un fondo speciale europeo dedicato al turismo. Infine, il ministro Franceschini e la sottosegretaria Bonaccorsi hanno poi manifestato la necessità di (…) lavorare d'anticipo per far sì che le strutture turistiche siano pronte ad accogliere i flussi della prossima stagione,  nel pieno rispetto delle misure sanitarie che dovranno essere adottate per mantenere il distanziamento sociale indispensabile per contenere la diffusione del contagio pandemico.

Segnalatomi da un amico e collega albergatore della Marina è molto interessante l’intervento del titolare del portale turistico più importante della Sardegna Massimiliano Cossu, spiegato in un articolo sul Sole 24 ore, che mette indirettamente in guardia dal perdere ancora tempo se vogliamo almeno lavorare in luglio ed in Agosto: (…) la cosa più importante è individuare seguendo i protocolli indicati dall’Oms e il buon senso, nuovi standard di servizio che consentano ai turisti di trascorrere una vacanza in Sardegna, degna di questo nome, attivando da subito una serie di ‘best practices’ che anticipino, armonizzino e consolidino le eventuali direttive nazionali sulla fase 2. Si tratta di garantire la sicurezza sia ai turisti, sia agli operatori che agli stessi abitanti che temono un possibile picco del contagio nell’isola con la ripresa del turismo (…). L’imprenditore sardo, inoltre, insiste su diversi argomenti e tra questi uno in particolare ci colpisce, ossia: (…) l’istituzione di un gruppo d’acquisto che consente di avere maggiore leva contrattuale e quindi più agevolazioni sulle forniture del materiale necessario, dalle macchine per la pulizia dell’aria alle mascherine, agli apparecchi per la misurazione della temperatura.(…)

Nel quadro di una emergenza ormai delineata nei dettagli, solo provvedimenti mirati e pratici possono portare a soluzioni rapide che tangano in massima considerazione il difficile equilibrio tra la necessità di garantire un minimo di sopravvivenza della stagione turistica entrante, anche parziale e garantire la massima sicurezza degli operatori turistici sia che siano titolari sia che siano collaboratori o dipendenti. Un altro possibile intervento che proporremo infatti nel nostro Progetto da condividere con le Istituzioni è la creazione di una portale ‘Elba virus free’, sulla falsa riga del progetto sardo, attraverso il quale potranno essere promosse gratuitamente le aziende che abbiano messo in sicurezza le proprie attività sia a livello di servizi sia a livello dei suoi collaboratori: una messa in sicurezza rivolta però anche al turista che segua obblighi standard di sicurezza, gentilmente imposti dall’esercente elbano. Solo attraverso questa miscela di elementi potremo promuovere concretamente attraverso la rete la sicurezza dell’Elba in tutto il mondo.

Stiamo elaborando inoltre, sempre grazie al prezioso apporto dello Studio Mazzarri, una linea comportamentale specifica per hotel, ristoranti, bar, stabilimenti balneari e esercizi commerciali al dettaglio che confluiranno in un ‘Vademecum di sicurezza’ basico sul Covid-19’ e arriveremo infine anche a proporre alle Istituzioni, ora riunite giustamente nei tavoli di lavoro di cui abbiamo notizia dalla stampa, la messa a disposizione delle nostre strutture alberghiere, gratuitamente e con i giusti requisiti, per una fase di ‘addestramento pratico’ del personale hotel, bar e delle altre attività, molto meno praticabile in luoghi più generici e magari scomodi da raggiungere, perché situati all’altro capo dell’isola. In questo senso delocalizzare in ciascun Comune un progetto condiviso può aiutare molto.

La presenza di tavoli di lavoro e di benauguranti messaggi che sono più che condivisibili, non devono far dimenticare che il tempo corre. I casi di contagio all’Elba sono fortunatamente pochi per ora e questo ci consente di poter pensare di avere il tempo per reagire in tempo alla catastrofe economica che altrimenti ci attende. Dobbiamo essere pronti a ricevere i turisti che comunque l’ingresso nella cosidetta ‘Fase Due’ ci consentirebbe di avere all’Elba, almeno in altissima stagione. La cooperazione tra istituzioni preposte, associazioni di categoria e soprattutto operatori del settore, come siamo noi, dovrebbe essere la priorità. In una economia di guerra come la nostra devono poter coesistere linee guida governative, regionali e legislative con la possibilità di trasmettere alla cittadinanza i contenuti che si vanno delineando, stabilendo linee di principio e insieme, come fossero una crasi di valori e intenti, il massimo della concretezza possibile, arrivando a stabilire una coesistenza prolifica tra queste due apparentemente ‘ossimoriche’ necessità. La concretezza e la disponibilità ad ascoltare le proposte e le offerte di collaborazione di imprenditori del settore e di professionisti che hanno dedicato una vita allo studio e all’approfondimento di tematiche relative al loro campo, come lo Studio Mazzarri che collabora con noi, in una visione non miope della salvaguardia del tessuto produttivo e sociale elbano, dovrebbero essere viste come una risorsa e non come una usurpazione di ruoli e posizioni di rendita consolidate. Ripetiamo quindi con rispetto, prudenza e spirito collaborativo l’appello lanciato già da queste colonne: svegliamoci e partiamo, facciamolo con determinazione, preparazione e serietà, ma specialmente con spirito di dedizione.

E se qualcuno ritiene che siamo dei poeti e che invece il mondo reale va lasciato a chi ne sa e ne ha il ruolo istituzionale, ricordiamogli che Poeta dal greco antico deriva da ‘poieo’, ossia fare. Il Poeta è colui che fa. Cosa che noi, senza false modestie, proviamo a fare.

Jacopo Bononi www.promotourism.it 

Indietro mercoledì 15 aprile 2020 @ 17:54 © Riproduzione riservata

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