Quello che succede a Rio era prevedibile, ma può essere corretto

Di Giovanni Muti

Rio

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Giovanni Muti

I primi di giugno del 2018, la nuova Giunta di Rio fu coinvolta in polemiche finite sui giornali e sulle scrivanie degli avvocati e nelle pagine dei giornali. Polemiche su alcune cose insignificanti e altre, più serie, che coinvolgevano il nuovo sindaco, il Presidente del Consiglio, un revisore dei conti, l’ex sindaco di Rio Alto De santi.
In quell’occasione il nostro collaboratore Marco sollapi scrisse un articolo dal titolo "PROBLEMI RIESI: IL PRESIDENTE , LO SFALCIO LEGALE E IL REATO PUTATIVO".
Ad un certo punto scriveva:
"Mi  chiedo se, alla nuova Giunta, nel  momento in cui  inizia   un  lavoro difficile  con la messa  a  punto di una macchina amministrativa   sgangherata,   gli convenga  tenere l’attività della  Giunta  sotto  i fari  e la lente  di ingrandimento della stampa locale. Mi chiedo  se   con difficoltà   di ogni  genere  da  superare gli serva  fare la   guerra,  tra l’altro, a persone molto preparate,  che   possono scrivere  su   diverse  testate”.

A questo punto Sollapi fa un’ ipotesi:
"E’ probabile che  abbiano   voluto inviare un segnale a tutti coloro che volessero iniziare polemiche contro l’operato della nuova Amministrazione. Qualora  fosse  così, a  mio  avviso,  la nuova Amministrazione  dovrebbe cambiare  registro”.

E aveva ragione, perché una macchina amministrativa non può funzionare, se è coinvolta in polemiche interne, esterne, denunce e il tutto in un clima di tensione e sotto i fari della stampa.
Perché ne parlo? Perché il gruppo di minoranza “Terra nostra” ha scritto una lettera al prefetto per denunciar una situazione amministrativa proprio di questo tipo.
Leggiamo solo alcune righe estratte dalla lettera:

Dopo quasi due anni di gestione, questa maggioranza non è in grado di far funzionare neanche i minimi meccanismi comunali, scarica le proprie incomprensioni amministrative sui dipendenti, come magari farà anche in questa occasione, facendoli lavorare sempre in affanno e sempre sul filo del rasoio, non capendo che per loro e anche per i consiglieri, c'è sempre l'ombra della magistratura inquirente e contabile che valuta tutti gli atti, e che quindi le decisioni devono essere prese con la massima consapevolezza e la massima serenità; senza fretta, senza affanni

Esattamente come diceva Sollapi nel suo articolo del 2108 e che poteva essere evitato cambiando registro. Purtroppo non lo fece, ma è ancore in grado di farlo.

Detto questo, è chiaro che il cambio di registro non lo può fare solo il Sindaco Corsini. ( Anzi con lui avendo sulle spalle tutte le responsabilità potremmo essere più indulgenti) ma lo devono fare anche coloro che hanno dei compiti da dirigenti e tutto il personale. Ma questo non basta. Dovrà cambiare registro anche e chi, dall’esterno, continua a creare un clima negativo con continue critiche a volte solo strumentali.
Oggi fare il sindaco è un compito difficile. Quello di Corsini è moto più difficile per due motivi: non sta in Comune a Rio, ma Roma. Se ne potrebbe discutere. Però, chi lo ha eletto, lo sapeva, quindi facciamocene una ragione; altro motivo: Corsini è il sindaco di due comuni ancora in una complessa fase di fusione. Ma non due comuni qualsiasi ma due comuni pieni al 99 per cento di Riesi. E mi fermo qui, perche temo che pur essendo riese Buchino Doc potrei essere frainteso.
Un segnale positivo e il tono pacato e civile della lettera inviata dal gruppo di minoranza Terra Nostra, che ha avuto, come effetto, il rinvio del consiglio comunale.
Certo, per Rio, è un momento storico difficile, ma è possibile, lasciando da parte le polemiche , collaborare tutti a mettere marcia la macchina amministrativa. Questo aprirebbe dei percorsi che porterebbero ad obiettivi importanti per lo sviluppo del territorio. Se questo avverrà sarà nell’interesse di tutti. 

Giovanni Muti

Indietro martedì 28 gennaio 2020 @ 11:55 © Riproduzione riservata

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