‘Elogio’ degli elbani da parte di L. Alderighi, funzionaria della Soprintendenza di Pisa

Di Michelangelo Zecchini

Isola d'elba

Foto di Michelangelo Zecchini

PORTOFERRAIO. Il 2020 si apre per gli Elbani con una lode inaspettata, che dovrebbe renderli viepiù orgogliosi in quanto proviene da una pubblica funzionaria. Ecco la buona novella: la Signora Lorella Alderighi, attualmente in forza alla Soprintendenza di Pisa, nell’ultimo numero della rivista “Lo scoglio” li ha gratificati di una carezza delicata. Nell’articolo intitolato “Archeologia, appello agli Elbani” il suo pensiero, tanto premuroso quanto inequivocabile, traspare in particolare dalla seguente frase:

“quello che invece appare essere stato assente per lunghi anni... è il senso civico, l’attaccamento alla propria isola e ai suoi beni culturali”.

Stupisce, prima di tutto, l’uso di espressioni del genere nel medesimo momento in cui vengono rivolti appelli di aiuto.

Da quella che lei stessa qualifica come ‘accusa’, l’Alderighi esclude gentilmente gli Amministratori pubblici, gli studiosi, le guide del Parco e pochi altri. Ma anche togliendo dal computo il suddetto manipolo di persone, bersaglio dei suoi complimenti rimane, di fatto, la quasi totalità degli abitanti dell’Elba: essi, ad avviso della funzionaria, “per lunghi anni” non avrebbero avuto senso civico e, addirittura, non avrebbero amato l’isola in cui sono cresciuti o in cui dimorano per scelta di vita. Siamo sinceri: un encomio così solenne ci mancava. L’ISTAT dà di ‘senso civico’ questa definizione: “quell’insieme di comportamenti e atteggiamenti che attengono al rispetto degli altri e delle regole di vita in una comunità”. Ebbene, repetita iuvant: secondo il messaggio, irricevibile, propalato dall’Alderighi, la stragrande maggioranza della comunità elbana non solo è stata del tutto carente di tali qualità, ma è stata anche priva di legami di affetto sia verso l’alma terra natia - per dirla con Leopardi - sia verso i beni culturali che la connotano. Ci sono molti esempi che provano il contrario, ma non intendo entrare nel merito. Almeno per ora.

Per quanto mi riguarda, come elbano mi sento vivamente ammaliato dalle tenerezze verbali dell’Alderighi e ringrazio commosso, sottolineando al contempo che mi rifiuto di prendere da lei lezioni di qualsivoglia natura; come studioso, invece, faccio presente alla Signora che il ‘suo’ Ministero dei Beni Culturali da tempo si è dotato di un ‘Codice etico’ secondo il quale i propri dipendenti sono tenuti, fra l’altro, “ad avere un comportamento rispettoso della personalità e della dignità altrui”.

Michelangelo Zecchini 

Indietro giovedì 2 gennaio 2020 @ 15:37 © Riproduzione riservata

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