Lettera aperta di Roberta Madioni al Presidente della Repubblica - Appello per Isola d'Elba Porto Franco

Di Roberta Madioni

Isola d'Elba

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Presidente della Repubblica - Sergio Mattarella

Ill.mo Presidente Mattarella,

Spero non le appaia troppo irriverente e irrituale inviarle una lettera pubblica Le scrivo come cittadina italiana o forse dovrei dire elbana e mi prendo l’esclusiva responsabilità di quanto scrivo.

Lo scorso anno, nel 2018, Lei ha inaugurato il nuovo anno scolastico degli studenti italiani proprio all’Isola d’Elba . E’ stato un grande onore averLa qua. L’isola d’Elba è un luogo incantevole ma ahimè molto penalizzante per chi ci vive e con molte limitazioni di crescita culturale e professionale proprio per i nostri ragazzi.

La crisi economica degli ultimi anni che ha colpito l’Europa, l’Italia, per noi è stata amplificata dai costi supplementari di trasporto delle merci che incidono anche sui beni di prima necessità.

L’Elba vive e basa la sua economia fondamentalmente sul turismo. In un’epoca di recessione ovviamente il taglio sul bilancio familiare è in primis sulle vacanze. 

I nostri imprenditori faticano sempre più a restare sul mercato, ogni anno chiudono oltre il 20% delle attività, soprattutto nei piccoli paesi. Lo so questo avviene un po’ in tutta Italia, soprattutto nelle periferie ed è per questo che lo Stato ha deciso di investire per la riqualificazione delle periferie. L’Elba non riusciva a rientrare in quei ranger di finanziamenti per i numeri di rapporto abitanti/territorio. 

La concorrenza delle vendite online sta annientando i piccoli negozi. Il turista che viene in vacanza ama dopo una giornata di mare passeggiare per i piccoli borghi fra le bancarelle estive e le vetrine illuminate, i bar, le trattorie e le enoteche che restano un luogo di intrattenimento, di colloquio e di mantenimento di quei rapporti umani che stanno sempre più svanendo dietro ad uno schermo di uno smart-phone .

La disoccupazione all’Elba ha raggiunto dimensioni notevoli, la stagionalità si è ridotta a soli due / tre mesi che non consente ad una famiglia di sopravvivere tutto l’anno soprattutto in un luogo dove il costo della vita è molto più elevato rispetto alla terraferma . E questo comporta che la maggior parte dei nostri giovani decide di abbandonare l’Elba.

Gli insegnanti delle scuole sono per lo più pendolari, vengono ogni mattina dal continente così come gli operatori sanitari che lavorano nel nostro ospedale. Preferiscono fare i pendolari con i disagi che comportano piuttosto che decidere di trasferirsi a vivere qui affrontando le spese che ne conseguono.

Il mal tempo in inverno a volte non consente i collegamenti marittimi, e così tutto in quei giorni si ferma, le scuole chiudono, il servizio sanitario disdice le visite specialistiche. 

Proprio in questo momento di crisi le famiglie non sono disposte ad autotassarsi del 20% / 30% per sostenere il surplus dei costi di vita sull’Elba. (il gas costa il 30% in più rispetto al metano della terraferma , il carburante il 15% in più , i generi alimentari , la tassa rifiuti, etc… ) 

Il servizio sanitario è limitato, non abbiamo un’unità di terapia intensiva,  spesso i pazienti vengono trasferiti con elisoccorso sulla terraferma. Non abbiamo la radioterapia e i pazienti, già molto provati, vengono trasferiti quotidianamente con auto mediche a Livorno, dovendo affrontare oltre alla pesantezza della terapia anche ore di viaggio e trasferimenti marittimi che a volte per condizioni meteo avverse non sono consentiti.

E noi residenti, pur avendo delle agevolazioni sui trasporti marittimi, una famiglia per spostarsi dall’Elba sul continente , andata e ritorno, spende di passaggio nave circa 50 euro. Chi è obbligato a spostarsi per una visita sanitaria oltre ai ticket deve aggiungere quest' ulteriore spesa.

Costituzionalmente mi chiedo se come cittadini Elbani abbiamo gli stessi diritti dei cittadini italiani?

Una soluzione, non utopistica, sarebbe rendere l’isola d’Elba “Porto Franco”. Sarebbe la spinta economica necessaria a rilanciare la nostra economia, a consentire una vivibilità adeguata ai residenti. A implementare i residenti facendo si che chi lavora qua decida di trasferircisi e non preferire l’opzione della pendolarità.

Il Porto Franco che consente di essere esentati dal versamento IVA su ogni transazione economica permetterebbe di livellare i costi degli Elbani equiparandoli a quelli dei cittadini italiani.

Mi appello pertanto al Suo ruolo di Garante della Costituzione e alla Sua sensibilità istituzionale perché intervenga nei modi che riterrà più opportuni, al fine di evidenziare queste problematiche e questa mia richiesta al Parlamento italiano affinché sia presa in considerazione e sia argomento di discussione dei nostri Politici che rappresentano anche noi.  

Con l’occasione Le auguro un felice anno nuovo, signor Presidente. 

Cordiali Saluti
 

Indietro martedì 31 dicembre 2019 @ 16:30 © Riproduzione riservata

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