Nella Pubblica Amministrazione, nuovi benefit e diritti riservati a pochi

Di Roberta Madioni

Pubblica Amministrazione

Nel  nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato nell’anno 2018, per le pubbliche amministrazione che sempre più tendono al modello di strutture aziendali organizzate, al modello internazionale europeo all’art. 72 è stato istituito il Welfare integrativo che prevede:

-  Iniziative di sostegno al reddito della famiglia;
-  Supporto all’istruzione e promozione del merito dei figli
-  Contributi a favore di attività culturali, ricreative e con finalità sociali
-  Anticipazioni , sovvenzioni etc…
-  Polizze sanitarie integrative …

Da anni istituti quali l’Inps eroga benefit similari ai propri dipendenti, borse di studio campi solari per i figli dei dipendenti etc.

Nascono già nei primi del ‘900 i primi circoli del dopo lavoro, le così dette case del popolo, diventate poi centri di attivismo politico, circoli per la caccia  etc.. 

Oggi c’è tendenzialmente con l’introduzione di questo articolo un ritorno a cercare di instaurare l’aggregazione sociale fra i lavoratori, creare un clima distensivo e di confronto extra-lavorativo per contribuire a migliorare l’armonia e la produttività. 

Molti Comuni in Italia hanno già inserito a bilancio nel corso degli anni passati benefit quali i rimborsi dei biglietti di trasporto pubblico, per favorire la mobilità e limitare l’utilizzo dei mezzi nelle grandi città oppure polizze sanitarie integrative a coprire l’ormai carente offerta della sanità pubblica. 

Ma parliamo della nostra realtà, l’Isola d’Elba. Isola appunto di nome e di fatto, un’isola isolata da tutto.

L’offerta sanitaria è limitata, dovendo fare esami neanche poi molto specifici tipo la risonanza magnetica, si è costretti a trasferirsi nel continente o rivolgersi ad Istituti privati. E considerando il costo nave e tempo spostamenti alla fine quasi conviene rivolgersi al privato, che per nostra fortuna esiste. 

L’offerta formativa per i nostri giovani si ferma alle scuole medie secondarie, per l’università occorre trasferirsi in continente, pagare un affitto di casa, il vitto, i viaggi, oltre ai libri, le tasse etc. 

Immaginiamo una famiglia con due /tre figli quale spesa dovrà affrontare? 

Eppure gli stipendi di un pubblico dipendente sono uguali sia che tu lavori al Comune di Milano, che tu lavori al Comune di Pisa o ad uno dei Comuni dell’Elba. 

Ma per l’Elba inserire questi benefit nel contratto integrativo decentrato di lavoro sarebbe molto più importante che in molte altre realtà. 

Eppure nessuno dei nostri Comuni elbani ha previsto questo istituto a favore dei propri dipendenti. 

Ma, qualcuno disse "fatta la Legge fatto l’inganno" e dove stà l’inganno?

L’art. 72 Welfare integrativo al comma 2 dice che solo gli enti che hanno disponibilità a bilancio già stanziate e già utilizzate precedentemente possono finanziare gli oneri per la concessione di tali benefit. 

Cioè in pratica chi già stava erogando somme che siano per i parcheggi che siano per le borse di studio e quant’altro, nei limiti di tali fondi possono concedere tali benefit chi non le aveva previste prima non può inserirle adesso. La legge del “chi primo arriva meglio alloggia”. 

In conclusione  la Legge non è uguale per tutti, i dipendenti che non hanno mai avuto benefit dovranno continuare a non averli, anche se molto più disagiati per i servizi pubblici offerti rispetto a realtà non insulari. 

Roberta Madioni

Indietro mercoledì 18 dicembre 2019 @ 11:30 © Riproduzione riservata

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