Ecco cosa intendo per "seghismo di sinistra" e cosa penso di Salvini

Di Giovanni Muti

Politica

Giovanni Muti

Allora, carissimo  lettore  Lei vuol sapere perché  io definisco il linguaggio di una  certa  sinistra  “seghismo di sinistra”. ( http://tenews.it/giornale/2019/12/02/salvini-i-problemi-degli-elbani-e-il-seghismo-di-sinistra-80484/).

La cosa  più   utile, anche se  non semplice,  è analizzare  un loro testo preso  da  un documento delle  SARDINE.

Questa “politica" (si riferisce  a  quella  di Salvini)  non risolve le questioni, le aggrava. Non ha come scopo la felicità collettiva ma la paura come mezzo. Non è azione efficace ma ciarliera manifestazione d’impotenza: lavoro, sanità, scuola, trasporti, clima sono temi che vanno affrontati nel quadro più ampio delle crisi globali, in dialogo continuo con la complessità, rifuggendo come da una malattia infantile la logica rinunciataria della piccola patria, arroccata a difesa dei propri forzieri vuoti, che annega sotto il diluvio. È arrivato il momento di scuotersi e opporsi a questa narrazione della realtà”.

Allora  leggiamo insieme:
“Questa politica, non risolve le questioni, le aggrava.  Non ha come scopo la felicità collettiva . . ma  la paura come mezzo. ”
Vediamo:  le questioni non le risolve perché  non  ha   come  scopo  la  “felicità collettiva”. E  quale  scopo ha? Magari l’infelicità  collettiva? Non si dice.   Ma si dice che ha “ la paura  come  mezzo”. Ma non si capisce a quale  scopo la utilizzerebbe,  che è la cosa più importante.
Mettendo da parta un’eccessiva pignoleria, in che modo la possiamo  interpretare questa frase? 
Proviamoci.

Se vuol dire che una qualsiasi politica non potrà raggiungere un obiettivo  positivo, solo perché utilizza, come mezzo la paura, questo sarebbe  sbagliato  perché nulla esclude che, anche la paura, possa  essere  utilizzata a fin di bene.( Es. Una mamma  che  spaventa il proprio bambino perché si tenga lontano da un pericolo).
Altra interpretazione. 
Quella più probabile: Il fine di quella politica non è la felicità collettiva, ma   creare con tutti i mezzi un clima di paura ( questo il suo fine) per poi   utilizzarlo come  strumento per  ottenere altri obiettivi lontani dagli interessi  dei cittadini. Quindi in una prima fase il clima di paura non è un mezzo ( come dice la  frase)  ma un obiettivo da raggiungere. Una volta raggiunto  diventerà un mezzo per raggiungere fini che possono essere anche ignobili.  Ecco  più o meno.

Il testo   continua  e  potremmo   analizzarlo,  ma sarebbe troppo complicato. Limitiamoci   a  prendere fiato  e  leggere il resto.
Sempre  riferita  a  quel tipo di politica:
“. ..Non è azione efficace ma ciarliera manifestazione d’impotenza: lavoro, sanità, scuola, trasporti, clima sono temi che vanno affrontati  nel quadro più ampio delle crisi globali, in dialogo continuo con la complessità, rifuggendo come da una malattia infantile la logica rinunciataria della piccola patria, arroccata a difesa dei propri forzieri vuoti, che annega sotto il diluvio. È arrivato il momento di scuotersi e opporsi a questa narrazione della realtà."
Quest’ultima immagine  della  patria con che annega sotto il diluvio però  continua  a  difendere i propri  forzieri vuoti è veramente notevole.
 
In questa  analisi,  fatta  un po’ alla  buona,  ho  cercato di mostrare che cosa   intendo io per  “seghismo di sinistra” .

Ripresi  l’immagine molti anni fa dall’espressione idiomatica “farsi seghe  mentali” . Cioè:  parlare  o scrivere  in modo arzigogolato avendo come fine non  quello di farsi capire,  ma il piacere di scrivere in modo difficile che appaia colto e raffinato. Ecco perché lo definii: “un linguaggio  astratto, sognato,  autoerotico,  godereccio,  spermatico; un linguaggio   agitato  che non  fa nascere  nulla e si affloscia dopo l’uso." 

E  infine  vorrei precisare  due  punti.
Per non creare  malintesi, come è già successo, chiarisco che non condivido  nulla delle posizioni di Salvini. Sono, invece, convinto che  dovrebbero  essere  combattute con ogni mezzo legale e democratico ma stando sempre vicino alla gente e ai loro problemi.
Non occorre mettersi la felpa,  come fa lui, basta mettersi nei panni  dei più  poveri, di chi ha bisogno e di farlo con sincerità. Il resto viene da solo compreso un linguaggio  più semplice  e  comprensibile.
 

Indietro venerdì 6 dicembre 2019 @ 08:13 © Riproduzione riservata

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