Il peso di chiamarsi Cosmopoli Rinasce e quel vasto programma. Quando la realtà ti chiede il conto. In attesa del futuro c’è bisogno di tanto presente.

Di Giovanni Frangioni

Portoferraio

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Foto dell'archivio

Il solo aver scelto di chiamarsi “Cosmopoli Rinasce”, porta con se una responsabilità e un impegno straordinario per il futuro della città.

Così, come il vasto programma di governo attraverso il quale “Cosmopoli Rinasce” ha vinto le elezioni.

Gli attuali amministratori, per gli impegni presi con la comunità ed in attesa di sviluppare progetti e iniziative per una nuova Portoferraio e anche per l’Elba (così si legge nella presentazione del proprio programma) saranno giudicati da quello che faranno o non faranno rispetto al programma, oppure anche per quello che faranno o non faranno al di fuori dei loro indirizzi, rispetto a nuove e vecchie necessità della città che attendevano e attendono risposte per migliorare la qualità della vita delle persone.

In attesa di vedere la città che rinasce (ovviamente e legittimamente, nell’aspirazione dal punto di vista di chi governa, con più lavoro, con migliori servizi, ecc...), spero che le questioni più di “dettaglio” come le nuove asfaltature delle strade e le pavimentazioni da rifare in alcune vie, i giardini delle Ghiaie dove genitori, nonni e bimbi si sentono precari, gli allagamenti nelle stesse vie da tempi biblici, le segnaletiche, la manutenzione del cimitero comunale e chi più ne ha più ne metta, trovino risposte come speranza alla rinascita. Come dire: in attesa del futuro, c’è bisogno di tanto presente. Un presente, come si comprende, fatto di beni comuni, costretto quasi ad una ingiusta irrilevanza.

L’esempio della chiusura temporanea dell’Ufficio per l’Impiego che cosa ci dice? Che non è pensabile di far rinascere Portoferraio, con un elenco infinito di progetti, quando la città ha bisogno di essere messa in sicurezza complessivamente. Non penso che siamo di fronte al fatto che l’interesse privato abbia più attenzione di quello pubblico. Però penso che l’agenda del sindaco debba essere riempita, accompagnata da uno sforzo straordinario, di azioni che vanno in direzione della soluzioni più ordinarie. Si facciano le verifiche opportune sulle possibili fragilità e sulla tenuta dei beni di proprietà pubblica e del suolo. Il rilassamento sulla città, sulle questioni più di vita quotidiana, determina il fatto che i cittadini non si sentono più padroni dei loro beni.

Lodevole, le circostanze lo richiedevano, il comunicato dell’amministrazione comunale di Portoferraio, dopo la sciroccata del ventitré novembre, che informa i cittadini di Portoferraio che si sta pianificando diverse opere. Sarebbe stato opportunamente doveroso, però, dire quali opere si stanno programmando.

Un presente il quale vuole spazio e risposte per competere con il futuro, che si sa è il “verbo” che si preferisce perché non subito riscontrabile.

Per offrire e costruire la speranza di un vero e necessario cambiamento di Portoferraio, quell’aspettativa futura, se non accompagnata dalla scelte al presente, si farà attendere con incertezze e interrogativi tra le persone di questa città. Per non vedere diminuire la curiosità e la fiducia nei confronti dell’atteso lavoro da parte di “Cosmopoli Rinasce”, si pensi al tempo attuale. Per esempio, ad avere un’aria più respirabile nella zona del porto e dintorni.

Per le azioni delle grandi opere, per l’allungamento della stagione, per il recupero di vecchi edifici, per una nuova qualità urbana ecc.. ecc..., ci sarà quasi tutta la legislatura a disposizione per tentare di concretizzarle. Per costruire la speranza di vedere Portoferraio che rinasce (e chi non è d’accordo!) le risorse ci sono e ci saranno. Manca qualcosa che faccia capire e vedere che non siamo al solito punto.

Giovanni Frangioni

Indietro mercoledì 4 dicembre 2019 @ 10:17 © Riproduzione riservata

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