Quando nel 1996 la Lega Nord aiutava gli elbani che non volevano il Parco Nazionale

Di Giovanni Muti

Isola d'elba

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Adesso che arriva Matteo Salvini, il personaggio più premiato nei sondaggi dagli italiani, c’è da scommettere che molti andranno ad incontrarlo e magari farsi qualche selfie. Soprattutto perché apparirà, a molti, come se fosse la prima volta che un dirigente di alto livello della Lega approda all’Elba.

Forse è giusto ricordare che il primo sbarco della Lega all’Elba avvenne nel 1996. Quando gli elbani si stavano organizzando per cercare di bloccare l’istituzione del Parco Nazionale.

Manifestazioni importanti, presenti tutti i sindaci, furono organizzate a Portoferraio e che poi si spostarono, con alcuni autobus, fino a Firenze e a Roma.

La lotta era soprattutto contro il Pds che comandava a Portoferraio , a Livorno, a Firenze ed a Roma e che, per accordi che aveva fatto con gli ambientalisti, voleva il Parco. 

La lotta era molto dura. Gli antiparco venivano indicati dalla Sinistra , ma soprattutto dal Pds, come dei disonesti in cerca di gloria e venivano regolarmente offesi sui giornali.

In un articolo pubblicato dal Tirreno, un’importate dirigente del Pds diceva , che “ gli antiparco avevano perso il lume della ragione ” che dai loro documenti “ tracimano farneticazioni e sproloqui”; e che “ erano malati di protagonismo e degli imbecilli autolesionisti”. E poi ancora più grave erano : “ dei poveri venditori di fumo in delirio e che dovevano essere allontanati dalla comunità politica , prima di andare oltre il livello di guardia”.

Questo era il linguaggio. 

Solo la Lega Nord, con la quale i movimenti “Elba 2000” ed “Elba libera”presero contatti, con l’aiuto dall’allora responsabile Carlo Bensa, decise di aiutarci e per la prima volta usci dalla Padania ed iniziò una lotta dura per aiutare gli elbani.

Nel 1996 la lotta antiparco ebbe una svolta importante. Dopo un comizio di Borghezio a Portoferraio, fu invaso il molo e bloccati i traghetti. Alcune persone furono denunciate e, qualche anno dopo, subirono un processo dal quale uscirono tutti assolti, Borghezio compreso. 

Il Movimento “Elba 2000” continuò ad avere una collaborazione con la Lega che  successivamente  partecipò alle  elezioni    amministrative di Portoferraio  del  1999,   entrando nella lista   del  Movimento Elba  2000. 

E quando, alcuni anni dopo, fu organizzato, all’ Hotel Airone di Portoferraio, un convegno dove fu presentato il Progetto Meneghin, per risolvere il gravissimo problema dell’approvvigionamento idrico dell’Elba, erano presenti dei rappresentati regionali della Lega, arrivati da Firenze.

Da tener conto che si trattava della prima Lega di Bossi che reclamava l’indipendenza della Padania. E che veniva vista come un fenomeno inquietante e marginale. Agli elbani che ci collaborarono , quei dirigenti della Lega gli apparvero concreti concentrati sui problemi della gente. In quel periodo la Lega anticipava i tempi. Per lei lo slogan poteva essere: “Prima gli elbani”.

L'On. Mario Borghezio sul molo di Portoferraio La Lega si sentiva vicina alla lotta dei movimenti autonomisti elbani perché era la stessa che la Lega faceva contro il colonialismo romano che schiacciava le autonomie locali dove i ripresentanti dei cittadini non contavano nulla, come la imposizione del Parco contro la volontà degli elbani stava dimostrando.  

Indietro martedì 26 novembre 2019 @ 19:09 © Riproduzione riservata

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