Portoferraio è sempre più “Mortoferraio”

Di Partito della Rifondazione Comunista circolo Isola d'Elba

Portoferraio

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Foto dell'archivio

Come è noto non siamo stati tra coloro che in occasione delle ultime elezioni comunali di Portoferraio hanno appoggiato la lista “Cosmopoli Rinasce”, risultata poi vincitrice nella competizione elettorale. Rammentiamo infatti di aver rimarcato la nostra distanza sia dalla lista del Sindaco Zini, che ritenevamo e riteniamo frutto di un compromesso politico al ribasso e programmaticamente conservatrice, sia dalle tre liste di destra che attualmente compongono la minoranza consiliare.

E’ però innegabile che, come un po’ tutti i Portoferraiesi, ci auguravamo, dopo tanti anni di assoluto immobilismo durante la seconda Giunta Peria e l’amministrazione di centro-destra Ferrari, un qualche piccolo cambiamento. Purtroppo questa nostra speranza è rimasta delusa e, almeno fino ad oggi, il Comune di Portoferraio continua ad essere il grande assente nella vita politica della nostra cittadina. A parte alcune uscite infelici a livello mediatico, come la proposta di allargamento del molo sotto le Fortezze Medicee, o a livello di amministrazione spicciola, come l’improvvisata chiusura al traffico per un brevissimo periodo di Via Fucini, nulla sembra muoversi. Portoferraio è sempre più “Mortoferraio”. L’Amministrazione Zini non ha una opposizione particolarmente combattiva in Consiglio Comunale e non ha certo problemi economici dato l’enorme avanzo di bilancio, eppure non si riesce neppure a fare l’ordinaria manutenzione delle strade. Probabilmente i motivi di tale immobilismo sono vari e di diversa natura, alcuni solo in parte ascrivibili all’attuale amministrazione, come l’esistenza di una macchina amministrativa inadeguata e segnata da alcuni personalismi o la cronica carenza di progettazione. Quello che però può contestarsi sicuramente all’attuale amministrazione comunale è aver trascurato fin dalla campagna elettorale un serio approfondimento dei problemi del paese e delle possibili soluzioni, presentando un programma del tutto vago e generico, buono forse per raccogliere consensi ma rilevatosi del tutto inadeguato una volta conquistato il comune. L’impressione è che si continuino ad applicare categorie mentali che, anche se già allora poco condivisibili, potevano andare bene negli anni ’80 – ’90. Sembra infatti che il pensiero di fondo dell’attuale amministrazione sia quello secondo il quale il Comune deve porsi come semplice mediatore delle spinte provenienti spontaneamente dal mondo imprenditoriale che, una volta portate a compimento, produrranno automaticamente dei vantaggi per tutti i cittadini in termini di lavoro e benessere.

Così si spiega l’insistenza di Zini e Co. sul tema dell’Urbanistica e la predilezione per interventi (allargamento moli e Water Front) ad alto impatto ambientale e paesaggistico e a scarso ritorno occupazionale. Ma la “Portoferraio da Bere” degli anni ’80 – ’90 è finita da un pezzo. La decennale crisi economica ha profondamente segnato quella che un tempo era una cittadina caratterizzata da una ricca rete commerciale e da una vivace imprenditoria. Il settore artigianale è in enorme difficoltà, così come il commercio, i giovani, specialmente quelli che svolgono gli studi universitari, difficilmente si stabiliscono all’Elba dove mancano occasioni di impiego e dove i servizi, la sanità, i trasporti, le iniziative culturali e di svago sono di livello inadeguato.

Il lavoro, sempre precario e stagionale, è sempre più sottopagato e dequalificato. La ricchezza del paese è nelle mani di un ristretto gruppo di persone mentre la popolazione, sempre più anziana, è composta in gran parte da pensionati o da precari. Ovviamente in questo quadro sarebbe necessaria una politica molto innovativa che ponesse al centro il sociale ed i servizi, l’ambiente ed il diritto alla casa, la valorizzazione dei beni culturali, la redistribuzione del reddito, il lavoro e la scuola (tra l’altro Portoferraio è al “top” regionale nelle statistiche per l’abbandono scolastico), una politica che ponga al centro le persone con i loro bisogni ed aspirazioni. Per far veramente rinascere Portoferraio crediamo si dovrebbe andare con decisione in questa direzione.

Indietro giovedì 21 novembre 2019 @ 18:56 © Riproduzione riservata

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