Le precisazioni di Riccardo Nurra

Di Riccardo Nurra

Portoferraio

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Il sindaco di Portoferraio, architetto Mario Ferrari, replica alle mie considerazioni sul suo mandato, facendo riferimento ad una dichiarazione fatta dal sottoscritto nel 2013 in Consiglio Comunale, dichiarazione fatta per correttezza politica con la quale esprimevo “simpatia” verso il Movimento 5 Stelle: dichiarazione priva di conseguenze, visto che in quel periodo ero semplice consigliere di opposizione (opposizione di cui Ferrari non faceva parte). Per questo motivo non comprendo perché il sindaco Ferrari ritenga incoerente il mio agire.

A seguire, nella sua replica, il sindaco Ferrari, scandalizzato, mi accusa di avere infranto la sua privacy. Nello specifico preciso che, solo nell'aprile 2018, ho appreso, “grazie” ad una lettera anonima recapitatami nella posta, che l'architetto Ferrari, dirigente negli anni passati dell'Unione dei Comuni, era stato messo in mora nel 2013 – e quindi in data precedente l'ultima tornata elettorale – dal segretario generale del Comune di Portoferraio (su mandato della Corte dei Conti) per oltre 100.000 euro: cifra che il Comune di Portoferraio avanzava nei confronti dell'Unione dei Comuni, nel periodo in cui l'architetto Ferrari era dirigente di tale Ente.

Nel 2014 l'architetto Ferrari si è candidato a Sindaco: una scelta poco opportuna, certo, ognuno fa le sue scelte, peccato solo che nessuno dei consiglieri presenti nella lista ne fosse al corrente. In ogni caso il sottoscritto non ne era stato informato: se lo fossi stato non sono certo che avrei fatto parte di tale lista e, soprattutto, non avrei riconosciuto i debiti fuori bilancio dell'Unione dei Comuni.

Nel momento in cui la missiva anonima mi è stata recapitata ero capogruppo di maggioranza e mi sono sentito in dovere di informare tutti i consiglieri del mio gruppo di questa situazione, una situazione tenuta nascosta per 4 anni ed uscita per caso. Con il mio gesto non ho inteso violare alcuna privacy, ma agire in modo trasparente.

Considerato poi che, dopo pochi mesi la messa in mora del 2013 sarebbe caduta in prescrizione, ho fatto in modo che tale provvedimento fosse rinnovato e certo questo non ha facilitato i rapporti fra me e il sindaco, a quel punto assai critici: così ho deciso di uscire dalla maggioranza perché si era sgretolato il rapporto di fiducia che, a mio parere, deve assolutamente essere il collante fra persone che perseguono un fine comune.

Tutto qui, anzi, no, visto che ho avvertito – nell'ultima parte della replica di Ferrari – un comparire di vaghe minacce: il Sindaco chiede di non essere costretto a parlare di vicende accadute negli ultimi cinque anni sulle quali dice di stendere un velo pietoso.

Non si può essere minacciosi e, insieme, generici: anche in questo caso, se si ha qualcosa da dire è meglio farlo – così come credo di avere fatto io – in modo diretto, non subdolo, evitando di gettare fango e di mettere tutti nello stesso calderone.

Indietro domenica 19 maggio 2019 @ 10:01 © Riproduzione riservata

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