Contributo di sbarco: Ferrari risponde a Barbetti

Tiene ancora banco la querelle, interviene il Sindaco di Portoferraio

Attualità

Dopo i duri attacchi attacchi, divulgati attraverso un post scritto su facebook da Ruggero Barbatti e  rivolto ai sindaci di Portoferraio e Rio Marina, sulla questione relativa agli aumenti del contributo di sbarco, che vedeva Ferrari e Corsini non propensi a questa manovra, giunge in queste ore la risposta del Sindaco di Portoferraio Mario Ferrari il quale afferma che corre l’obbligo di fare alcune considerazioni, soprattutto per dare un contributo alla discussione in atto sull’applicazione e l’eventuale aumento del contributo di sbarco.


Sarebbe stato normale, per come è previsto dalla legge che ha introdotto il contributo di sbarco, fare interventi per il recupero delle zone più degradate del territorio, per migliorare i trasporti pubblici su gomma, per prevedere a livello di polizia locale interventi di rinforzo alla viabilità veicolare in entrata e in uscita dall’isola.


Ma questo non è mai stato preso in considerazione in questi anni. A proposito di indirizzi, inoltre, abbiamo assistito in questi anni ad una gestione capoliveri-centrica della GAT, con (solo per fare un esempio calzante) troupe televisive portate due volte su tre a visitare le bellezze (indiscusse, ma non ci sono solo quelle) di quel paese trascurandone altri.


Una gestione, ribadisce il primo Cittadino, che è oltretutto difficile da verificare nei costi e negli indirizzi, visto che la consultazione degli atti all’Albo Pretorio è cosa da addetti ai lavori, mentre chi spende soldi pubblici ha il dovere di comunicare in maniera comprensibile e accessibile scelte e importi devoluti.


Meno comprensibile, sempre a proposito di indirizzi, la scelta di non avvalersi sistematicamente di professionalità locali e di affidare gli incarichi più importanti, molto ben remunerati, sempre e solo fuori dall’isola.


Diciamo soltanto che nei momenti di crisi serve un cambio di passo, e l’Elba potrebbe dimostrarlo da subito investendo in adeguata misura le risorse del contributo di sbarco sul territorio.

Si dovrà pensare concretamente alla realizzazione degli interventi che saranno individuati come prioritari, cominciando dalla viabilità (sì, le rotonde) e dal miglioramento dell’accoglienza nelle zone portuali che più ne necessitano, fino ad interventi sulla pulizia e sul decoro delle strade.


Speriamo che sia chiaro, quindi, che non è nostra intenzione distruggere alcunchè ma che il nostro scopo è quello di usare bene, in maniera adeguata e condivisa, le risorse provenienti dal contributo di sbarco. Conclude Mario Ferrari
 

Indietro lunedì 26 novembre 2018 @ 15:01 © Riproduzione riservata

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