“Chi lavora per la città e chi blocca gli uffici comunali”

L’attacco post-consiglio dell’assessore Bertucci contro le opposizioni

Politica

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A distanza di soli due giorni dal consiglio comunale che ha visto respinta la sfiducia presentata a carico del sindaco Ferrari, non si placano le polemiche e i toni restano piuttosto accesi.

“Come al solito c’è chi lavora per la città e chi invece cerca, e a volte ci riesce, di bloccare per mesi gli uffici comunali per avere delle risposte che dovrebbero, almeno per le persone intelligenti e bene avviate alla politica, essere semplici e senza possibilità di interpretazione”.

Con queste parole, l’assessore Adalberto Bertucci, capogruppo della lista di maggioranza “ViviAmo Portoferraio” e consigliere comunale di Forza Italia, attacca i detrattori della giunta Ferrari in una personale nota post-consiglio.

“La questione tirata fuori da tutta la minoranza sulla messa in mora del sindaco da parte dell’ex segretaria comunale Maria Bisogno ha fatto sì che il sindaco e buona parte dell’amministrazione e uffici comunali fossero stati occupati a cercare risposte che secondo me e molti altri addetti ai lavori erano palesi e certe. Proprio per questi addetti ai lavori e per persone qualificate alle quali ci eravamo rivolti , infatti, non sussisteva esserci alcun rischio di incompatibilità, ineleggibilità o quant’altro a carico del sindaco Mario Ferrari. Del resto, ci ha pensato poi l’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, a chiarire come stessero le cose”.

Nel suo intervento, Bertucci si rivolge in particolar modo al PD: “Il problema di “perdere pezzi per strada” è tipico della politica locale e si ripete in ogni legislatura e in ogni tipo di maggioranza. Il sottoscritto, che da più di 20 anni siede sui banchi del consiglio comunale di Portoferraio, è stato per 10 anni amministratore e per altri 10 all’opposizione, e quindi è in grado di affermare e di documentare che negli ultimi anni ci sono stati defezioni da tutte le parti".

"Ricordo, come evidenziato ieri in consiglio comunale, che nella prima maggioranza Peria ci fu, dopo circa un anno e mezzo, la defezione del partito di Rifondazione Comunista, che per motivi politici e in parte personali di alcuni dei propri rappresentanti abbandonò la maggioranza. All’epoca fra l’altro, in quel caso, non uscirono tre semplici consiglieri, ma un assessore alla pubblica istruzione e al personale, un delegato allo sport e un presidente di commissione urbanistica. Tre pezzi importanti di una maggioranza, dunque, e se oggi ci si indigna quando una maggioranza perde pezzi, allora cosa si doveva dire in quel tempo?”.

Bertucci torna sulla questione della mozione di sfiducia: “Ma la cosa che mi fa più allibire, come diceva il buon Roberto Peria, è il fatto che la mozione di sfiducia sia stata improntata su una discutibile e improbabile incandidabilità della persona di Mario Ferrari, senza ricordare che all’interno della vecchia maggioranza c’erano state cariche che svolgevano eccellentemente il proprio mandato ma che avevano anche degli incarichi professionali e lavorativi che potevano ben più evidentemente essere incompatibili con la carica stessa”.

“Nel 2014”, sottolinea ancora Bertucci, “in uno dei primi consigli comunali della attuale legislatura, fu evidenziato dalla minoranza PD che il mio ruolo di assessorato alle politiche sociali avrebbe potuto avere incompatibilità con il mio hobby privato, cioè quello da me svolto da 25 anni come istruttore di nuoto per portatori di handicap. Questo dovrebbe bastare per evidenziare la bassezza morale e la mancanza di argomenti politici – due circostanze che oggi evidentemente si sono ripetute in una occasione come quella dell’ultimo consiglio comunale”.

“È stato confermato e dimostrato che l’incompatibilità o la ineleggibilità prospettate a carico del sindaco Mario Ferrari non erano fondate. Sarebbe quindi il caso”, continua, “che i consiglieri di minoranza PD, la prossima volta, prima di partorire delle dichiarazioni e delle mozioni di un certo tipo, si documentassero meglio e soprattutto facessero un esame di coscienza, tornando indietro di 5 anni e valutando bene se le loro professionalità private fossero state compatibili con gli incarichi all’epoca ricoperti”.

L’assessore comunica, infine, di aver fatto una formale richiesta di accesso agli atti degli uffici comunali di competenza per documentare l’eventuale compatibilità o meno di alcuni incarichi professionali ricoperti dagli assessori della passata amministrazione comunale, cosa di cui, conclude, verrà chiesto conto.

Indietro venerdì 9 novembre 2018 @ 12:09 © Riproduzione riservata

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