"Messa in mora documento riservato, non era sparito"

La precisazione di Ferrari sulle motivazioni della sua denuncia contro ignoti

Portoferraio

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Sulla questione della denuncia contro ignoti per la sottrazione di documenti riservati dall’archivio comunale, annunciata ieri dal sindaco di Portoferraio al termine di un tesissimo Consiglio comunale, Ferrari è tornato proprio oggi per fare delle opportune precisazioni riguardo le motivazioni della denuncia e per informare correttamente i cittadini.

“I consiglieri comunali”, come aveva già fatto notare il Presidente Luciano Rossi e come ribadisce lo stesso sindaco, “non hanno un diritto indiscriminato e assoluto di accesso agli atti, e in giurisprudenza ci sono sentenze caratterizzate dal diniego di fornitura di alcuni documenti che violerebbero la privacy, la riservatezza e la segretezza, e in giurisprudenza ci sono sentenze caratterizzate dal diniego di fornitura di alcuni documenti che violerebbero la privacy, la riservatezza e la segretezza. Un documento di messa in mora inviato alla Corte dei Conti è da inserire nel novero di queste circostanze”, continua il sindaco, “perché apre un procedimento per cui le prerogative dei consiglieri comunali vanno comparate proprio con le esigenze di segretezza e/o riservatezza, non solo dell’interessato del procedimento, ma del procedimento stesso che in quei casi è di competenza sola ed esclusiva della Corte dei Conti”.

“Nel caso specifico”, ha sottolineato ancora il sindaco, “il segretario comunale, la Dott.ssa Bisogno, che, nel 2013, ha elaborato il documento di messa in mora, è ricorso alla relativa protocollazione senza allegarne però la documentazione attinente, perché avrebbe violato la privacy e la segretezza e/o riservatezza sia del soggetto messo in mora, nonché del procedimento stesso, che non può essere diffuso, e nessuno altro informato se non il solo destinatario".

"Ma affermare pubblicamente che questo documento oggetto di contestazione è ‘sparito’ dal protocollo, lasciando così intendere ai cittadini che è stato volutamente sottratto, e successivamente affermare che il documento avrebbe dovuto essere pubblico, significa", conclude il sindaco, "non essere a conoscenza delle dinamiche delle procedure amministrative”.

Indietro venerdì 9 novembre 2018 @ 17:58 © Riproduzione riservata

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