Il sindaco di Portoferraio scrive al Presidente Mattarella

di Mario Ferrari

La lettera

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Illustrissimo Signor Presidente,

nell’esprimere l’orgoglio dei cittadini che rappresento, oltre a quello dell’intera isola d’Elba, per la Sua presenza sul nostro territorio in questa giornata così importante, mi permetto di rivolgerLe poche parole di saluto e di ringraziamento per la Sua attenzione e per la conseguente attenzione mediatica che ci consente di avere.
Nel Suo discorso di un anno fa, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico, sottolineò che questo giorno “ogni anno è una svolta nel ritmo della vita del paese”.
Ogni anno Lei ha scelto per questa iniziativa località simbolo del nostro paese: al di là di quello che sarà il suo messaggio rivolto ai ragazzi ed alle loro famiglie, i cui contenuti sono propri della Sua figura istituzionale, credo che la sua visita all’Isola d’Elba sia motivata dall’identificare in questa località un simbolo della condizione di insularità a cui gli abitanti delle isole minori sono sottoposti. Per questo le sottopongo alcune brevissime considerazioni, ritenendo di poter parlare a nome di tutti gli abitanti di quest’isola.
Nel vivere il loro percorso scolastico, innanzitutto, i nostri ragazzi sono costretti a diventare adulti prima del tempo, per intraprendere quegli studi che possano avviarli ad una professione qualificata ed a una vita dignitosa. Vivere lontano dalla famiglia a 18 anni – ed a volte anche prima – è una assunzione di responsabilità formativa ma anche rischiosa per molti aspetti. E i sacrifici, veri e propri, che le famiglie fanno per assecondare i propri figli, per chi vive su un’isola sono enormi.
Questo per una serie di difficoltà superiori a quelle che affronta chi vive sulla terra ferma.

I trasporti, innanzi tutto, sono al primo posto nella scala dei disagi che affronta chi vive su un’isola. Ogni famiglia che si sposta per qualsiasi motivo, per lasciare la propria casa e ritornarci ha una tassa fissa di circa 50 euro ogni volta che lo fa. Pagare per uscire di casa e per ritornarci è un ulteriore tributo alla insularità per ognuno di noi, senza aggiungere il peso ancor superiore che questo stato di fatto ha sul nostro principale mezzo di sostentamento, ovvero il turismo. E se la continuità territoriale via mare ci costa come una tassa fissa, la continuità territoriale aerea che ci consentirebbe di stare al passo con i tempi moderni continua ad essere una chimera, irraggiungibile.
Che dire, poi, del nostro diritto alla salute? Signor Presidente, potrebbe accadere da un momento all’altro che Lei senta il rumore di un elicottero. Per noi isolani è un rumore rassicurante, perché da questo dipende la vita degli abitanti dell’Elba e dei loro ospiti. Ma il rovescio della medaglia è un presidio ospedaliero che è poco più di un pronto soccorso per trentamila residenti che d’estate diventano trecentomila, costretti fuori dall’isola per qualsiasi necessità specialistica con gli immaginabili disagi per le famiglie.
Pensi, signor Presidente, che è a rischio anche il nostro diritto alla giustizia, visto che non è ancora stata stabilizzata definitivamente la sede distaccata del Tribunale di Livorno: se questo non avverrà, ogni cittadino elbano dovrà compiere oltre 200 km fra terra e mare per esercitare questo diritto ogni volta che ne avrà bisogno.
Qualcuno, spesso, dice che vivere su un’isola sia un privilegio: certamente lo è dal punto di vista ambientale, perché abbiamo la fortuna di vivere nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, probabilmente il più bello d’Italia, il parco marino più grande d’Europa. Purtroppo vivere su un’isola è soprattutto un disagio, che va dai ritmi forsennati e dai sovraccarichi antropici della stagione estiva alle difficoltà e alle carenze di servizi del periodo invernale, dove non è infrequente restare isolati a causa del maltempo, oltre ai costi superiori e ai disagi subìti nei diritti fondamentali già rappresentati.
In una giornata importante come questa dell’inaugurazione dell’anno scolastico non è opportuno aggiungere altro. Vorremmo che da quanto rappresentato scaturisse un messaggio rivolto soprattutto al nostro Governo, affinchè venissero concretizzate iniziative di supporto alla nostra condizione di insularità, per poter offrire ai nostri giovani la possibilità di non essere costretti a lasciare la loro terra e poter decidere autonomamente se vivere su quest’isola, con la quale, come tutti gli isolani, hanno un legame indissolubile.
Voglia, Signor Presidente, raccogliere il nostro rispettoso ma irrinunciabile messaggio, e fare in modo che anche questa terra senta, come sente oggi in maniera emozionante ed orgogliosa nello stesso tempo, la vicinanza delle istituzioni.

       Mario FERRARI
      Sindaco di PORTOFERRAIO

 

Indietro lunedì 17 settembre 2018 @ 08:46 © Riproduzione riservata

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