Elba zona franca, presentata nuova proposta di legge

Il sen. La Pietra: "Necessario un intervento normativo per le isole minori"

Politica

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Grazie all’interessamento del segretario provinciale FDI Luigi Lanera, è stata ripresentata, ad opera del senatore La Pietra, la proposta di legge per far trasformare l’Elba e le altre isole minori italiane in "zone franche", a decorrere dal 2018, al fine di tutelare economicamente gli abitanti di questi territori svantaggiati.

Come si legge nel testo della proposta, le isole minori sono una specificità del nostro Paese e ne caratterizzano l'identità storica, culturale, sociale e amministrativa. Tuttavia sussistono ancora forti elementi di discriminazione, sul piano sostanziale, nei confronti della condizione delle comunità delle isole minori rispetto a quella delle isole maggiori e del continente che, se non rimossi, mortificano le enormi potenzialità di tali realtà.

Le criticità che si propongono con maggiore frequenza sono ben note e attengono, in particolare a: trasporti, approvvigionamento idrico, assistenza sanitaria, istruzione, condizioni abitative e smaltimento dei rifiuti.

“Se, dunque, si vuole arrestare un processo di progressiva erosione delle comunità isolane, e la trasformazione delle isole in artificiali borghi turistici abitati solo nei mesi estivi, se si vuole impedire la dispersione di quanto resta di antiche tradizioni attraverso un processo migratorio strisciante, ma non per questo meno forzoso e ingiusto, occorre intervenire tempestivamente con misure efficaci anche di natura fiscale”, continua il senatore.

È noto ed evidente che le isole minori vivono da sempre una situazione di grave svantaggio competitivo rispetto alle altre località italiane. In particolare, il costo della vita, gravato dai prezzi maggiorati dei beni, e dei servizi, lontani e spesso difficilmente inaccessibili, sta diventando sempre più insostenibile sia per gli abitanti che per le attività produttive che operano in quei territori. Da ultimo, la crisi economica globale ha avuto pesanti ripercussioni, andando ad aggravare una condizione di criticità intrinseca come quella derivante dall'insularità e a colpire la principale fonte di reddito del territorio, rappresentata dal settore turistico, con evidenti ricadute negative sia a livello socio-economico che occupazionale.

“Appare, dunque, quanto mai necessario un intervento normativo per l'istituzione, in tali territori, di una zona franca produttiva, giustificata dall'insularità dei comuni interessati, che necessitano di specifiche strategie mirate allo sviluppo e all'occupazione”.

L'espressione "zona franca" indica un istituto di diritto doganale consistente nell'applicazione di un particolare regime di esenzione doganale in un territorio delimitato, in modo che tale porzione di territorio, pur situato all'interno del territorio doganale dello Stato italiano, agli effetti dell'imposizione tributaria sia sottratto al regime doganale ordinario.

Nell'ordinamento italiano, la disciplina delle zone franche urbane è contenuta nell'articolo 1, commi da 340 a 343, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), modificata da una serie di successivi interventi normativi.

“Tale riconoscimento”, secondo La Pietra, “consentirebbe di usufruire di agevolazioni fiscali come l'esenzione dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), anche sui servizi turistici, aumentando la competitività delle attività economiche delle isole, allungando la stagione turistica e favorendo l'attrazione di importanti investimenti nel territorio”.

Le aree cosiddette “franche” sono caratterizzate da una serie di benefìci fiscali, applicabili per una durata determinata in favore delle piccole e micro imprese produttive e commerciali, in ogni caso con esclusione delle imprese operanti nei settori della costruzione di automobili, della costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili artificiali o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada.

In particolare, sono previste, nel dettaglio, l'esenzione dalle imposte sui redditi, totale per i primi cinque periodi di imposta, parziale per i successivi periodi fino al nono; l'esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive per i primi cinque periodi di imposta, fino all'imponibile di euro 300.000 per ciascun periodo di imposta; l'esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, entro determinati limiti e condizioni, totale per i primi cinque anni di attività, parziale per i successivi periodi fino al nono.

“In ragione delle caratteristiche naturali e di popolazione delle isole, l'applicazione delle agevolazioni previste per le zone franche urbane appare l'unica strada percorribile per rilanciare l'economia del territorio e promuoverne un equilibrato sviluppo”, si legge ancora nella proposta. “L'istituzione di una zona franca produttiva nelle isole minori, infatti, non deve considerarsi un privilegio ma l'unico rimedio per compensare le difficoltà di un'isola dove i costi di produzione sono molto più alti che nel resto d'Italia a causa dell'assenza di infrastrutture e dell'alto costo dei trasporti e dell'energia”.

Gli interventi proposti dal senatore La Pietra sarebbero, quindi, finalizzati alla riqualificazione di queste aree, attraverso l'incentivazione, il rafforzamento e la regolarizzazione delle attività imprenditoriali localizzate al loro interno.

Indietro venerdì 14 settembre 2018 @ 18:13 © Riproduzione riservata

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