Locman protagonista in "Genius" tra le eccellenze

Ecco l'articolo con l'intervista fatta al fondatore Marco Mantovani

Società

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Marco Mantovani

Vi proponiamo di seguito l'articolo con l'intervista a Marco Mantovani sulla sua azienda Loman pubblicata su GENIUS, il magazine che attraverso approfondimenti, interviste e fotografie mira a valorizzare le eccellenze intellettuali e imprenditoriali.
 

C'è un'azienda italiana che produce orologi sull'Isola d'Elba. Si chiama Locman e ha vestito i polsi di Jennifer Lopez, Sharon Beone, Nicole Malan, Elon John, David Beckham. Sono solo alcuni dei personaggi internazionali che si sono fatti fotografare con gli orologi della società di Marco Mantovani. Elbano doc, da bambino voleva fare la guardia forestale sulla sua isola. Oggi, viaggiando molto in tutto il mondo, cerca di tornarci il più possibile: "Montagna, mare, storia, all'Elba c'è tutto". Un legame indissolubile, tanto che "se proprio devo scegliere un posto diverso dall'Isola d'Elba per andare in vacanza, d.a isolano scelgo comunque un'altra isola. Ma Elba è unica". Nel 1986 vi ha fondato la Locman, dove lavora anche parte della sua famiglia. In particolare sua moglie, membro del consiglio d'Amministrazione: "É molo importante per me e per l'azienda, anche dal punto di vista creativo". E proprio la famiglia è uno dei tre elementi che sostengono la sua vita, insieme al lavoro e alla natura, "tre cose intimamente legate tra loro, fonti di rigenerazione che si compensano e completano a vicenda".

Come nasce la Locman?
Siamo nati nel 1986 come società di design di pelletteria che, tra le altre cose, produceva anche una linea di cinturini in pelle per orologio. Quando siamo andati a proporre questi cinturini una fiera svizzera molto importante, abbiamo capito che erano molto apprezzati e noi stessi ci siamo innamorati dell'orologeria. Da allora, abbiamo cominciato a occuparci di questo settore in maniera sempre più intensa. Oggi ho il piacere di condividere questa passione con due soci di grande qualità e competenza, come Andrea Morante e Giuseppe Pea.


Quando avete prodotto il primo orologio interamente Locman?
È accaduto che, a un certo punto, più per accontentare un nostro vezzo che per altro, abbiamo realizzato un orologio, in radica di erica, un legno prezioso tipico della nostra isola. Nel 1990, il presidente di Hublot, Carlo Croceo, se ne è innamorato e ha acquistato una partecipazione nell'azienda per distribuire i nostri orologi nel mondo. Così, dal 1996 abbiamo deciso di tra-sformare il nostro core business negli orologi Locman, sviluppando la sede principale produttiva sull'Isola d'Elba a Marina di Campo, a pochi passi dal mare.

Qual è il rapporto tra la sua azienda e l'Isola d'Elba?
Abbiamo un fortissimo legame con il territorio, al di là del fatto che io sia nato sull'isola. Nel corso degli anni abbiamo cercato soluzioni per migliorare la logistica, ma non abbiamo mai considerato l'idea di spostarci. La tecnologia in questo senso ci ha aiutati moltissimo: trent'anni fa era sicuramente piti, complicato organizzare le spedizioni e comunicare con le sedi distaccate; oggi noia c'è alcuna differenza con le aziende di terraferma, siamo immediatamente collegati con le principali città europee, grazie ai trasporti moderni e a strumenti di comunicazione come Skype.


Come sono organizzati geograficamente i diversi settori dell'azienda?
Abbiamo mantenuto un asse strategico con Milano, dove Genesi produce i singoli pezzi, come le casse degli orologi. Mentre tutta la parte decisiva nella costruzione di un orologio, ovvero l'as¬semblaggio, avviene nei nostri laboratori sull'Isola d'Elba. Qui ci sono anche la logistica e l'amministrazione.


Cosa c'è dell'Isola d'Elba dentro ai vostri orologi?
I nostri orologi sono italiani, toscani ed elbani. La tradizione orologiera italiana è una grande eccellenza, ma spesso le aziende nostrane hanno lavorato per conto di terzi o si sono finte svizzere. Noi, al contrario, ci dichiariamo italiani sin dal nome (Locman Italy, ndr), e facciamo nostri lo stile, la tecnica e la creatività italiani. Poi abbiamo lo spirito toscano, che è fatto di dedizione e tenacia. E siamo elbani: apparteniamo a un luogo meraviglioso nel Mediterraneo, immerso nella natura. Così contaminiamo il nostro lavoro, unendo la tradizione con i cri¬teri estetici della nostra terra.

Cosa contraddistingue Locman nel panorama internazionale?
Il nostro elemento distintivo è la capacità di costruire un oggetto di design e di tecnologia, mantenendo un rapporto qualità/prezzo assolutamente competitivo.

Come si pensa un orologio nell'era degli smartwatch?
I nostri clienti hanno una forte predisposizione alla bellezza e ai valori di cui le parlavo. Non riescono a sentire lo stesso trasporto per i nuovi orologi connessi, a cui manca inevitabilmente il fascino della micromeccanica che necessariamente va assem - blata a mano. Inoltre, siamo connessi tutto il giorno con il nostro smartphone: ogni tanto fa piacere metterlo da parte e guar-dare il proprio orologio. Tutte volte che guardi l'ora sul polso ti accorgi della cura e della tecnica con cui è stato assemblato, della sua eleganza.

C'è chi dice che ormai, in realtà, l'orologio non serva più per guardare l'ora, ma come veicolo di uno status symbol. Lei cosa ne pensa?
L'orologio non è solo un prodotto estetico da indossare, ma uno strumento da portare con sé. Non credo che i nostri orologi rappresentino uno status symbol, quanto magari il simbolo di uno spirito culturale di chi crede in certi valori e in una certa tradizione.

Quanti orologi producete annualmente?
Circa 100mila. Un numero limitato, ma siamo una società media che si rivolge a un pubblico di nicchia. E puntiamo fortemente sulla qualità.

In passato tante collaborazioni, tra cui quelle con Ministero della Difesa e con Fiat, oltre a personaggi del calibro di Massimiliano Allegri e Vasco Rossi, state lavorando ad altri accordi importanti?
Siamo l'unica azienda italiana che produce orologi di un certo livello e ci mette il marchio. Perciò, per noi è normale collaborare con le eccellenze italiane. Abbiamo fornito orologi alle nostre Forze Armate, all'Aeronautica, alla Marina. Con la Fiat abbiamo pensato a una produzione limitata per il lancio della nuova 500, che è andata subito a ruba. Ducati è un altro marchio italiano di eccellenza con cui vediamo grandi affinità. Oltre che dal punto di vista commerciale, abbiamo sviluppato una collaborazione importante anche perché lavoriamo fianco a fianco sugli stessi materiali (in particolare la fibra di carbonio), in uno scambio di informazioni continuo.

È vero che nella celebre stretta di mano tra Bush e Putin intermediata da Berlusconi durante il G7 di Pratica di Mare, nel 2002, c'è anche lo zampino di Locman?
Silvia Berlusconi, allora presidente del consiglio, ci chiamò per creare un regalo da donare a tutti gli invitati di quell'incontro, ma anche per altre occasioni diplomatiche. Abbiamo fatto orologi anche per il Parlamento, in una sorta di alleanza istituzionale che ci rende orgogliosi di rappresentare l'Italia nel mondo.

Che cos'è la Scuola Italiana di Orologeria?
È la nostra accademia. Nel corso degli anni ha assorbito anche altre nostre aziende, come Materie Future (dove nel 2003 è stato sviluppato il primo orologio al mondo con cassa totalmente in fibra di carbonio, ndr). Non è solo didattica, dunque, ma anche ricerca e sviluppo. È un'area in cui studiamo i nuovi materiali e le loro biocompatibilità.

Quale sarò il materiale del futuro?
Noi continuiamo a puntare molto sul carbonio e sul titanio. In particolare quest'ultimo è un materiale eccezionale, il 40% piti leggero dell'acciaio e biocompatibile al 100%. La sua rigidità estrema necessita un know how molto profondo, ma una volta compresi i suoi segreti si possono fare grandi cose: abbiamo un modello che consente immersioni fino a 300 metri di profondità proprio grazie alle prestazioni del fondo cassa in titanio.

Innovazione contro tradizione. Chi vince per lei?
La tradizione italiana è quella di innovare, unendo creatività e semplicità. È la capacità di trasformare la tradizione in innovazione. In questo fu maestro Leonardo Da Vinci, ma abbiamo grandi esempi in tutti i campi, dalla moda al design. Noi di Locman cerchiamo di percorrere questo solco tutto italiano di chi raggiunge l'innovazione facendo fermentare la tradizione.
 

Indietro sabato 8 settembre 2018 @ 15:34 © Riproduzione riservata

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