Richard Bona emoziona Capoliveri con una sera di jazz

Lo strepitoso musicista si racconta ai microfoni di Tele Toscana Elba

Eventi

Condividi
Richard Bona

Era il 1967, anno della prima sonda su Venere, Barnard eseguiva il primo trapianto di cuore e in Italia veniva introdotto il cap, il 67 è anche un periodo grandioso per la musica, nascevano Kurt Kubain, Neal Gallagher e Richard Bona, e soltanto due anni dopo ci sarebbe stato Woodstock. L’8 agosto è stata una data che i Capoliveresi non scorderanno, nella Paese della Festa dell’Uva Elbana, è approdato uno degli artisti più famosi del Mondo, Richard Bona. Ha calcato e suonato con i più grandi musicisti di sempre, da John Legend, a Benson. Una persona vera e umile, con un carisma innato e una bontà di chi ne ha viste e sentite molte.

Tuo nonno era un groat, un cantaurore africano, è stato lui a indirizzarti, a farti innamorare della musica?”

Risposta: Io non è che amo la musica io sono nata con questa , sono cresciuto circondato con molti musicisti intorno a me ,sin da piccolo ho iniziato a suonare questo va oltre l amore ,non è amore sono nato con essa.

Ti sei subito appassionato al basso, in un’epoca in cui i giovani preferivano fare i cantanti o i chitarristi…

Quando ho iniziato a suonare il basso ero già un musicista professionista ,ho suonato la chitarra l’organo in chiesa ,stavo già cantando prima di suonare il basso, non ho scelto io la musica ha scelto me. Sicuramente l’essermi innamorato musicalmente di Pistorius mi ha cambiato la vita.

Hai collaborato con tantissimi artisti, con quale hai legato di più e quale progetto ti è rimasto più a cuore?

Mi sono trovato bene con tutti. Con alcuni ho legato di più anche fuori dal palco, con altri di meno, ma quando lavori insieme non ci pensi. I progetti sono tutti importanti, ne ho fatti talmente tanti e di diversi generi che non ce nè qualcuno a cui sono più attaccato. Tutti diversi, da Stevie Wonder a John Legend… Però amo tutta la musica, non ce n’è una in particolare.

In Italia hai già avuto collaborazioni, con quale però vorresti collaborare in futuro?

Ci sono tanti buoni artisti italiani tipo Zucchero e ho già collaborato, come hai ben detto, con molti di essi: Stefano di Battista, Flavio antonello salis della sardegna paolo Fresu. L’Italia è la nazione della musica, ma più in generale lo è tutto il bacino del mediterraneo. Dalla Grecia, all’Italia passando dal nord Africa fino alla Spagna. Tutto il mediterraneo ha un bel mix di musiche diverse c'è gusto, fa parte della lingua, il cibo e il clima.

Stai insegnando alla New York University, è più difficile insegnare o suonare?

Ottima domanda, è sicuramente più difficile insegnare, perché se gli studenti non ti ascoltano o non imparano la colpa è tua perché non riesci a dargli tutto te stesso.
Suonare invece è una cosa che amo, ma che comunque serve impegno e costanza è un allenamento costante. Per questo preferisco suonare.
 

Per guardare il video servizio clicco qui

Andrea Paone

Indietro venerdì 10 agosto 2018 @ 16:02 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus