Bando periferie, i progetti di Livorno e Firenze bloccati

Il Milleproroghe rischia di congelare diversi piani di riqualificazione

Notizie dalla Toscana

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Livorno, foto di repertorio

Il sindaco Filippo Nogarin aveva accolto il piano investimenti parlando di una Livorno del Futuro da disegnare. Per il Comune di Firenze, il blocco di progetti doveva chiamarsi Città diffusa proprio per dare l’idea di interventi che avrebbero riguardato diversi quartieri con l’obiettivo di migliorare decoro ubano, manutenzione, riuso delle aree pubbliche ed edilizia residenziali pubblica.

Oggi, a distanza di quasi due anni da quando i comuni hanno predisposto i piani per le loro città nell’ambito del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle città metropolitane varato dal governo, i finanziamenti previsti dal bando rischiano di essere congelati. Con un emendamento al decreto Milleproroghe, votato al Senato, si rimanderebbe al 2020 lo stanziamento di 1,6 miliardi di euro per 96 progetti destinati alle periferie cittadine. Progetti in cui rientrano Livorno, Firenze, Siena, la Toscana con i suoi 10 capoluoghi per un totale di 390 milioni di euro. I sindaci sono sulle barricate, Anci Toscana scrive ai parlamentari della regione per cambiare il testo della norma prima che il provvedimento sia licenziato dalla Camera.

Ecco cosa avevano previsto Livorno e Firenze. Scongiurare il blocco del cosiddetto “Bando Periferie” significherebbe non mettere in discussione quei 96 progetti, di cui per altro sono stati già impegnati dei soldi, che i Comuni hanno già previsto per i loro territori insieme agli altri 24 interventi già presentati in Consiglio dei Ministri e dunque salvi. Se il testo del milleproroghe fosse approvato così, Livorno perderebbe ben 18 milioni che avrebbe investito in dieci progetti. Si va da rilancio delle Terme del Corallo all’emergenza abitativa con la realizzazione di alloggi. Il piano prevede anche il nuovo mercato ortofrutticolo, la Chiccaia, la riqualificazione della stazione. E poi ancora interventi legati alla mobilità sostenibile, promozione turistica, la valorizzazione sia del lungomare che dei fossi medicei. A Firenze, invece, l’intenzione del Comune sarebbe stata quella di intervenire sul patrimonio arboreo e sull’arredo urbano. Ancora, la manutenzione di strade, marciapiedi, la riqualificazione e ristrutturazione di alloggi erp, impianti di nuova illuminazione e interventi di videosorveglianza cittadina. Un piano da 61 milioni di cui 18 del governo con il Bando periferie.

L'intervento di Lolini (Lega). Ma la questione del Bando Periferie è un’altra. Quella norma, voluta dal precedente Governo su cui adesso Nogarin, dalle pagine del Corriere della Sera punta il dito, è stata definita incostituzionale. Soldi, insomma, che secondo l’onorevole della Lega Mario Lolini, “non potevano essere spesi e - continua - è sulla base di questo che i Comuni del secondo gruppo non saranno ad oggi finanziati”. Secondo Lolini, “la scelta di questo Governo di tenere in via la graduatoria del bando periferie - scrive in una nota - spostando il finanziamento al 2020, serve per trovare risorse reali e spendibili con cui realizzare le opere indicate. Con buona pace di Renzi e dei suoi spot elettorali, noi della Lega con gli amici dei M5S abbiamo un altro stile: affrontiamo la realtà e cerchiamo soluzioni percorribili nell'interesse dei cittadini e dei territori.”

Irma Annaloro


 

Indietro venerdì 10 agosto 2018 @ 14:25 © Riproduzione riservata

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