“L'ASL dovrebbe almeno chiedere scusa”

Di Francesco Semeraro, Comitato Elba Salute

L'intervento

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Riceviamo e pubblichiamo quest’intervento di Elba Salute sulla vicenda "ospedaliera" della signora Amelia Morganti (vedi Della Santina).

“L’ASL dovrebbe chiedere scusa e, nel contempo, dovrebbe organizzare dei corsi di umanità e rispetto per alcuni suoi dipendenti, che per fortuna sono un numero ristrettissimo, però ci sono.

La signora Amelia, alla venerabile età di 96 anni, credeva di aver visto tutto, ma non faceva i conti con chi svolge la propria professione di medico con limitata sensibilità e rispetto per le persone anziane con gravi problemi di salute e difficoltà motorie.

Dopo un brutto risveglio con difficoltà alla vista e impedimento a comunicare con i figli, la signora Amelia è stata trasportata al pronto soccorso con un’ambulanza di Porto Azzurro. Dopo quasi 6 ore di mancate notizie della propria mamma, il medico che l’ha tenuta in osservazione riceve i figli, suggerendo loro di chiamare un’ambulanza per tornare a casa (erano già passate le 19) e di riportarla il mattino seguente per una visita neurologica, già fissata dal pronto soccorso poiché la signora Amelia aveva accusato una crisi epilettica.

A nulla sono valse le preghiere dei figli di far ricoverare per una notte la propria mamma, al fine di evitarle inutili e dolorosi strapazzi, visto il suo precario stato di salute e la sua difficile deambulazione, e considerata la possibilità di altre eventuali crisi epilettiche. Alla fine, dopo qualche ora, sarebbe comunque dovuta ritornare, sempre in ambulanza, in ospedale per la visita neurologica ambulatoriale. Si manifestava una sofferenza estrema, quindi cosa logica e umana era tenerla una notte in ospedale.

Il medico, con distacco e freddezza, pur avendo davanti a sé una signora di 96 anni stremata dalla crisi epilettica e dalla permanenza di tante ore in pronto soccorso, ha risposto a tale richiesta dicendo che l'ospedale non è un albergo, e che quindi la famiglia doveva organizzarsi di conseguenza.

All'ASL chiediamo: forse quello, per l'Azienda, era considerato un ricovero improprio? La memoria in questo caso porterebbe portarci ad altre situazioni simili e forse meno urgenti. L'ASL, oltre a chiedere scusa per il poco rispetto e umanità dimostrati, dovrebbe spiegare alla famiglia e agli Elbani in generale perché, in questi casi di necessità evidente, si neghi un ricovero per poche ore. Se fossero problemi logistici e di costi, allora non si spiega come mai, in questo continuo spostarsi, la signora Amelia è sempre stata trasportata da un’ambulanza di Porto Azzurro anche se abita a Portoferraio, dove le ordinarie sono tante e sempre pronte al servizio.

L'ASL dovrebbe chiedere scusa anche per l'ulteriore strapazzo subìto sempre da Amelia il giorno dopo la traumatica esperienza (ricordiamo che ha 96 anni), quando si è recata in barella al previsto appuntamento dal neurologo trovando l'ambulatorio CHIUSO. “Tornate domattina”, si sono sentiti dire i figli, che hanno dovuto fare un'altra richiesta per l'ambulanza.

TUTTO QUESTO OLTRE AD ESSERE DISUMANO È ASSURDO. Ci stupisce anche che la Politica delegata alla salute della cittadinanza taccia, dando l'impressione che la cura ai cittadini, il modo e a chi erogarla sia solo un’esclusiva dell'Azienda Sanitaria. Dignità per gli anziani e qualità di assistenza e cura, non ultimo il necessario rispetto con il quale prendersi cura di persone divenute in una fase della loro vita particolarmente fragili e bisognose di assistenza adeguata dal punto di vista medico. La vecchiaia arriva all'improvviso, senza ovviamente poterla scegliere; ad un certo punto ci si accorge di essere anziani. È una realtà che scoppia come una malattia”.

Francesco Semeraro,
Comitato Elba Salute

Indietro sabato 21 luglio 2018 @ 16:21 © Riproduzione riservata

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