Parco Archeologico di Baratti Populonia: il ventennale

L'11 luglio 1998 apriva l'area archeologica, oggi un grande patrimonio per tutti

Parchi della Val di Cornia

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Si è festeggiato l’11 luglio 2018, il ventennale del Parco archeologico di Baratti e Populonia con il convegno “Ricerca, valorizzazione e management: tra passato e futuro del parco archeologico di Baratti e Populonia”.
Il convegno ha rappresentato l’occasione per parlare di 20 anni di ricerca e valorizzazione portati avanti dal momento della nascita del Parco e per presentare la ricerca archeologica nei Parchi con gli ultimi aggiornamenti sugli scavi in corso.

La giornata, si è aperta con i saluti di Paola Pellegrini (Assessore alla cultura di Piombino), Francesco Ghizzani Marcìa (presidente della Parchi Val di Cornia SpA) e Maurizio Martinelli della Regione Toscana che ha sottolineato come l’accordo firmato nel 1998 per la gestione del Parco sia stato innovativo e predecessore di un percorso che la Regione ha seguito con altre realtà e ha messo in evidenza il ruolo di Populonia come esempio di buona pratica in quanto laboratorio ottimale per la ricerca volta anche alla valorizzazione e fruizione.

Il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, pur non essendo presente ha inviato comunque una sua dichiarazione per questo importante appuntamento "La Società Parchi Val di Cornia rappresenta un modello di gestione e di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici molto innovativo, sostenuta da più Comuni di uno stesso territorio. Nata in maniera quasi sperimentale 20 anni fa e divenuta presto un esempio di buona pratica da seguire, ha consentito di andare oltre l'idea riduttiva e meramente conservativa del parco, per rappresentare in maniera dinamica la capacità di coniugare la tutela degli aspetti naturalistici, paesaggistici e storico culturali con la valorizzazione economica degli stessi. Ciò fa sì che la Parchi sia una società che fa impresa culturale e sia capace di generare ricadute in positivo su tutto il comprensorio, producendo un grande valore aggiunto".

Dopo i saluti il primo intervento è stato di Claudio Bocci (direttore di Federculture) sul tema della cultura che fa impresa. Nel suo intervento Bocci ha messo in evidenza come l’esperienza di Parchi di Val di Cornia sia stata iniziatrice di una visione di pianificazione strategica e progettazione integrata che ha messo insieme asset tra loro diversi ma sotto un unico soggetto che oggi definiamo impresa culturale, nell’ottica di una valorizzazione in ambito territoriale.

Si è passati poi a fare un bilancio sui 20 anni del parco e sui progetti futuri con gli interventi di Silvia Guideri, Marta Coccoluto e Francesco Ghizzani Marcìa della Parchi Val di Cornia SpA.

“E' una storia di buone pratiche, di visione strategica di un territorio, di coinvolgimento di un'intera comunità, quella che ha portato alla nascita del Parco Archeologico di Baratti e Populonia. Un'esperienza che non dimostra affatto i suoi 20 anni e che, anzi, oggi si rivela più che mai contemporanea e adeguata alle attese e alle aspettative di un territorio in cerca di uno sviluppo in linea con principi di sostenibilità e compatibile con i valori ambientali e culturali, che sono diventati tratti essenziali dell'identità della Val di Cornia” – sono le parole di Francesco Ghizzani Marcìa, presidente della società Parchi.

E’ stato inoltre presentato il Masterplan di Baratti e Populonia a cui hanno collaborato professionisti tra cui Tessa Matteini (Università di Firenze), Giancarlo Fantilli (Università di Firenze), Anna Lambertini, Andrea Ugolini (Università di Bologna). Per conclusioni è intervenuto Daniele Manacorda (Università Roma 3).

La giornata si è poi conclusa con l’evento “Di notte alle Grotte”, musica e teatro nel cuore del parco. Un percorso in notturna lungo la via delle cave per raggiungere la necropoli delle Grotte, dove, in una location resa ancora più suggestiva dall’atmosfera della sera, l’attrice Elisa Cecilia Langone con l’accompagnamento musicale di Alessio Mannelli, ha proposto brani tratti da autori antichi, dedicati a Venere, dea della bellezza e dell’amore, Dioniso, dio del vino e dell’ebrezza, e Cerere, dea della fertilità e dei campi.

Venti anni di Parco

L’11 luglio 1998 l’area archeologica di Baratti apriva le sue porte ai visitatori con una veste tutta nuova. Si inaugurava infatti, alla presenza dell’allora Ministro Walter Veltroni, il primo lotto del Parco archeologico di Baratti e Populonia, realizzato grazie a finanziamenti del reg. CEE 2081/1993-1° triennio per un investimento complessivo di oltre Euro 3.360.000,00 (di cui oltre il 70% finanziato dal contributo comunitario.


A partire da quel momento il volto di quel territorio cambierà completamente, non solo per l’apertura al pubblico di una nuova area, quella della necropoli delle Grotte, ma anche per il criterio utilizzato per strutturare i percorsi di visita e per la valorizzazione e fruizione dell’area. Il Parco viene infatti dotato di un suo centro visita e bookshop, di pannelli illustrati lungo i percorsi, di un centro di archeologia sperimentale pensato già allora, in periodi non sospetti, per rendere l’archeologia alla portata di tutti.

Oggi si parla tanto di archeologia pubblica, di restituzione al pubblico delle ricerche: il lavoro della Parchi Val di Cornia, sin dai primi progetti è sempre andato in questa direzione, pensando proprio che la ricerca non possa esimersi dal collegarsi alla valorizzazione e alla fruizione da parte del visitatore.

Negli anni le attività all’interno dell’area non si sono mai fermate: l’Acropoli di Populonia, il monastero benedettino di San Quirico e il territorio della città sono stati oggetto di scavo e di ricognizione archeologica finalizzati all’approfondimento dei temi riguardanti la topografia della città e della campagna in età etrusca, romana e medievale. La ricerca è stata condotta in modo tale che le nuove scoperte fossero messe in evidenza in maniera fruibile e comprensibile per i visitatori. Attraverso un finanziamento PISL è stato possibile progettare un intervento coordinato nel quale hanno interagito un pool di Università (Siena, Pisa, Roma 3, Venezia, Firenze), la Soprintendenza Archeologica della Toscana e la Parchi val di Cornia impegnate nell’ambito della ricerca, della tutela e della strutturazione e gestione del nuovo lotto del parco archeologico.
Così, dopo meno di 10 anni dall’apertura del primo lotto del Parco, il 30 marzo 2007, venne inaugurata una nuova area, quella dell’Acropoli.

A distanza di 20 anni il Parco si presenta ancora rinnovato. Ed è sempre l’Acropoli di Populonia a mostrarsi con un nuovo volto grazie a nuovi percorsi, mosaici restaurati e restituiti alla visita, ricostruzioni di strutture antiche realizzate grazie al progetto finanziato da Arcus (oggi Ales - Arte Lavoro e Servizi S.p.A). Un lavoro importante che non rappresenta tuttavia un punto di arrivo, ma un nuovo trampolino di lancio per altri progetti, come quello attualmente in corso dei “Grandi Attrattori”, che vede coinvolte tre città etrusche della Toscana: Populonia (Piombino), Cortona e Volterra.

Questo è oggi il parco: oltre 100 ettari di aree archeologiche valorizzate e fruibili nello straordinario paesaggio del promontorio di Piombino; un eccezionale patrimonio archeologico visitato ogni anno da quasi 50.000 persone.

 

Indietro venerdì 13 luglio 2018 @ 09:38 © Riproduzione riservata

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