Rivenuta carcassa di Caretta caretta sul litorale

Ancora una tartaruga vittima dei comportamenti scorretti dell’uomo

Viareggio

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Nel pomeriggio di ieri, i bagnini di uno stabilimento balneare di Viareggio hanno rinvenuto, a poche decine di metri dalla battigia, un esemplare adulto di sesso maschile di tartaruga Caretta caretta, con il carapace di circa un metro di lunghezza, morto presumibilmente da alcuni giorni. I bagnini hanno prontamente chiamato la Capitaneria di Porto di Viareggio, la quale ha messo in moto le procedure amministrative necessarie per il censimento e lo smaltimento della carcassa.

Non sono state rinvenute maglie di reti da pesca o fili di nylon con ami attaccati alla carcassa, il che esclude, ad una prima analisi, l’attività di pesca come possibile causa della morte della tartaruga. Sembrano invece compatibili con il suo decesso, al di là di eventuali patologie, sia l’ingerimento di plastiche che la collisione con unità navali, dati i profondi tagli che l’animale presenta sia sul carapace che sul resto del corpo, riconducibili a pale di elica o impatti con parti taglienti di imbarcazioni.

In entrambi i casi, si torna a fare appello, ancora una volta, alla sensibilità dell’uomo, affinchè si assumano comportamenti sempre più ecologicamente virtuosi, soprattutto nel corso della stagione balneare, evitando di disperdere in mare rifiuti, specialmente se non biodegradabili, ma anche cercando di dedicare in navigazione una maggiore attenzione a ciò che si può incontrare in mare, non solo laddove ci si imbattesse in una carassa di un animale già morto, ma, a maggior ragione, evitando di investirne uno ancora vivo.

A tal proposito, la Guardia Costiera coglie l’occasione per ricordare che nell’ambito della fascia costiera vige l’obbligo di navigare in dislocamento e ad una velocita massima di 10 nodi entro un miglio nautico dalla costa. In più, per chi ha il privilegio di navigare in queste acque, si ricorda che il tratto di mare della Versilia (così come quello dell’Elba), è in toto inserito nel “Santuario dei Cetacei”, cosa che richiede un’ulteriore attenzione in navigazione. Anche se le tartarughe marine non sono “cetacei”, rappresentano per questi mari un’insostituibile elemento di biodiversità da rispettare e tutelare in ogni caso.

Indietro martedì 10 luglio 2018 @ 09:58 © Riproduzione riservata

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